Curiglia con Monteviasco | 24 Gennaio 2019

Funivia, “Siamo arrivati su Marte, ma dopo due mesi Monteviasco ancora isolata”

Duro sfogo di Giordano Tosi, uno dei pochi residenti rimasti nel borgo. Ieri il sopralluogo del sindaco di Varese Galimberti, dell'assessore Civati, di TPL e AVT

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Dopo la notizia che vedrebbe la riattivazione della funivia entro fine febbraiola situazione si sta lentamente sbloccando e potrebbe avere fine l’isolamento di Monteviasco, a causa del tragico incidente avvenuto lo scorso 12 novembre, quando ha perso la vita il manutentore Silvano Dellea, durante alcuni lavori sulla cabina.

Mentre proseguono le verifiche e gli incontri istituzionali per provare ad accorciare i tempi di riattivazione dell’impianto di risalita, grazie al lavoro in sinergia tra Regione, Provincia, comune di Varese, Agenzia del TPL e AVT, ieri c’è stato proprio un ulteriore sopralluogo a Ponte di Piero, dove il sindaco di Curiglia con Monteviasco, Ambrogio Rossi, ha accolto il sindaco di Varese, Davide Galimberti, l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Civati e i rappresentanti delle due società.

L’obiettivo è quello di fare in modo che l’AVT, come spiegato negli scorsi giorni, possa prendere in gestione la funivia fino a quando non verrà effettuata la gara d’appalto, anche se al momento non vi sono ancora termini certi. Così, dopo oltre due mesi e mezzo dall’incidente, i problemi permangono e a farne le spese non solo sono i ristoranti del borgo, ma soprattutto lo sono i pochi residenti, isolati dal resto del mondo dal mese di novembre.

“Sono passati due mesi e mezzi – racconta Giordano Tosi, 57enne che da anni vive a Monteviasco -. Sono stufo, siamo isolati e non ci possiamo muovere. Ho un problema ad una gamba, fatico a camminare e a percorrere la strada nel bosco che ci collega a Piero. È impossibile andare avanti così: ho due figlie di 21 e 17 anni, vorrei andarle a trovare, stare con loro, ma siamo andati troppo alla lunga. La politica e la burocrazia devono trovare un punto di incontro e far ripartire la funivia. Fortunatamente ho diversi amici che mi portano da mangiare, così come i carabinieri di Dumenza che, da novembre, non ci fanno mancare nulla. Andare su e giù, anche solo una volta a settimana con la spesa, è troppo difficile. Qui, non abbiamo una vita sociale e non abbiamo nulla da fare, siamo rimasti io, Candido, Ugo, Walter, e la signora Rosina”.

Oltre a questo, però, Giordano evidenzia altre criticità: “Non ho un’altra casa se non quella di Monteviasco e se volessi andare a vivere oltre Curiglia dovrei appoggiarmi da qualche conoscente o dai miei fratelli. Qui non abbiamo un futuro: io ho una pensione di invalidità, avevo le capre e le mucche, e quest’ultime sono stato costretto a venderle per mancanza di mangime, non era più possibile gestirle. Sono stato impiegato ventitré anni alla funivia, sono ancora molto dispiaciuto per la morte di Silvano, con il quale ho lavorato una decina di anni, abbiamo condiviso tanto insieme. Ora non possiamo fare altro che andare avanti e mi appello al sindaco, per fare in modo che a più livelli politici più intervengano e risolvano la situazione. Abbiamo ringraziato Cipriano e alcuni cittadini privati che hanno pagato di tasca loro per aiutarci, facendo arrivare quassù l’elicottero”.

Ai problemi burocratici della funivia si aggiunge anche quello della teleferica: “Ancora non ci spieghiamo come mai non è stata messa in funzione, almeno per aiutarci con i vivere e con la spesa. Perchè nessuno ha richiesto la riattivazione? Non capisco come i controlli dell’Ustif in tutti questi anni non abbiano mai evidenziato problemi, ed oggi invece non si riesce a far ripartire l’impianto. Monteviasco non è la vita, ma un semplice bicchiere d’acqua. Se vogliono che abbandoniamo le nostre case ce lo dicano chiaro e tondo. Nel 2019 siamo arrivati su Marte, sulla Luna, nello Spazio, e non riescono a riattivare la funivia. Già prima con l’impianto in funzione avevamo degli orari per tornare a casa, ma così sembra proprio di essere prigionieri in un castello. La solitudine non mi piace, spero vivamente il collegamento tra Monteviasco e Piero riparta nel più breve tempo possibile. Per il nostro futuro”.

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