Dopo la frana avvenuta giovedì notte, lungo la SS394, tra Luino e Maccagno con Pino e Veddasca, nel pomeriggio il sindaco di Luino Andrea Pellicini aveva scritto al Prefetto di Varese, il dottor Enrico Ricci, ribadendo l’urgenza di riprendere il progetto del tunnel ferroviario per i treni merci, quale linea alternativa a quella del lago Maggiore, inserita in un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico.
Il Prefetto, qualche ora più tardi, ha contattato direttamente il primo cittadino luinese: “Il Prefetto, sempre disponibile e attento al tema della prevenzione e della sicurezza, mi ha comunicato che organizzerà in Prefettura un incontro con i sindaci del territorio ed RFI per capire come muoversi. Insomma – continua Pellicini -, riprenderemo il confronto già avviato con il suo predecessore, il dottor Giorgio Zanzi. Faremo un approfondimento geologico, cercando di stilare un documento ed un piano per le messe in sicurezza delle parti di montagna a rischio”.
Sul tema della sicurezza lungo la tratta interessata dallo smottamento, come si legge su rsi.ch, l’UDC ha presentato un’interrogazione al Governo svizzero: chiede, tra le altre cose, che il transito delle merci pericolose dal Luinese al Gambarogno venga limitato e accompagnato dalla creazione di uno speciale gruppo di lavoro.
Nel frattempo, come annunciato, dopo la riapertura della strada statale 394, avvenuta ieri pomeriggio alle 13 circa, la circolazione ferroviaria tra Cadenazzo Luino è tornata regolare ieri sera intorno alle 22.
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