Cremenaga | 16 Dicembre 2018

Dopo la frana di Maccagno, il sindaco Rigazzi: “Le strade dell’Alto Varesotto ferme a 40 anni fa”

Il primo cittadino di Cremenaga condivide le parole dei colleghi Pellicini e Passera, chiedendo anche l'intervento di Regione e Provincia. "Fondamentale la prevenzione"

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“Ho letto i vostri articoli sulla frana di Maccagno, e non posso far altro che condividere pienamente, su tutta la linea, quanto affermato dai sindaci Fabio Passera e Andrea Pellicini“. Con queste parole anche il primo cittadino di Cremenaga, Domenico Rigazzi, interviene a margine della tragedia sfiorata a Maccagno con Pino e Veddasca, sulla SS394, giovedì notte, dove diversi massi hanno invaso la linea ferroviaria e la carreggiata, causando la chiusura dei collegamenti fino a ieri.

Rigazzi, però, vuole aggiungere alcune considerazioni rispetto a quanto riferito da Passera e Pellicini: “Secondo il mio parere, non deve intervenire solo lo Stato centrale, ma anche Regione e Provincia. La situazione delle strade dell’Alto Varesotto è rimasta a 40 anni fa; è fondamentale un piano articolato e programmato di interventi, a breve termine, per mettere in sicurezza la viabilità. Tutti gli enti devono fare la loro parte, e invece si interviene solo quando viene giù tutto. La gestione del territorio va fatta con la prevenzione e non in emergenza”.

Sono stati fatti pochissimi investimenti e la situazione attuale è a dir poco disastrosa“, continua il sindaco Rigazzi, che anni fa ha dovuto gestire una situazione molto più grave sulla provinciale, tra Cremenaga e Lavena Ponte Tresa, dove una frana si era riversata sulla strada, causando il blocco della circolazione per lunghi mesi e costringendo automobilisti  frontalieri ad utilizzare la strada cantonale per raggiungere Ponte Tresa.

Il riferimento di Rigazzi, infatti, va proprio alla provinciale SP61, “dove in questi giorni il traffico si è riversato, anche se da tempo è insostenibile per via dei camion che transitano. Anche questa strada ha bisogno di interventi mirati per consolidare il versante con il taglio delle piante, come è stato fatto nel territorio di Cremenaga, per evitare che la neve possa creare il finimondo. I versanti sono tenuti malissimo. Concludendo, penso che anche i comuni devono fare la loro parte, impegnando più risorse sul dissesto idrogeologico. Noi abbiamo investito parecchio su questo punto (sulla prevenzione con un progetto importante sugli alberi a bordo strada, ndr) ed andremo avanti su questa strada”.

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