“La Comunità Montana Valli del Verbano, è evidente, non lo è più. Oggi sembra sia una lotta ‘montana’ e per certi versi non è nemmeno definibile come tale, dato che a pensarci bene sono coinvolti comuni che di montagna ne hanno ben poca o forse nulla“. Con queste parole inizia il breve comunicato stampa dell’attivista luinese del Movimento 5 Stelle, Gianfranco Cipriano, che torna ad intervenire in merito dopo le polemiche degli scorsi giorni.
Se il consigliere regionale Giacomo Cosentino aveva auspicato un intervento di Regione Lombardia per risolvere la situazione, i suoi due colleghi di maggioranza, Emanuele Monti (Lega) e Angelo Palumbo (Forza Italia), avevano dichiarato di sostenere l’autonomia del territorio e il senso di responsabilità degli attori locali, mentre nella giornata di martedì era stato il sindaco di Rancio Valcuvia, ed esponente leghista, Simone Castoldi, ad incontrare l’assessore regionale Sertori, per parlare del futuro dell’ente, che dopo due mesi risulta non abbia ancora una nuova amministrazione dopo le dimissioni di Giorgio Piccolo.
“Sento parlare i vari sindaci di guerre intestine con questo o quel personaggio che pone dictat e/o veti ad accordi – spiega ancora il grillino Gianfranco Cipriano -. Accordi basati non ad un progetto futuro, ma ad un equilibrio politico: ciò fa cessare il concetto del termine comunità. Sgombrato il campo dalla follia del cercare equilibrismo, la chiave di volta deve necessariamente essere focalizzata su un progetto che guardi al lungo periodo“.
“Dopodiché credo non serva nemmeno dirlo – commenta ancora Cipriano -: gli incarichi di rilievo dovranno essere attribuiti per merito escludendo categoricamente chiunque abbia aperte questioni legate ad indagini e quant’altro. Indicatori efficaci ad attribuire il merito potrebbero essere i risultati dei singoli comuni: per l’ambiente, il dato della raccolta differenziata, per l’economia, le imposte comunali, o il costo dell’acqua; si potrebbero valutare anche indicatori sul turismo. Insomma per capirsi, si dovrebbe ripensare la Comunità Montana in base al merito dettato da criteri oggettivi e non basati sullo squadrismo”.
“Questo criterio consentirebbe di smascherare coloro che votando contro ad una giunta oggettivamente scelta in base ai risultati, predilige altre strade, addossandosi così la responsabilità di non voler sostenere una CM forte in quanto guidata da un progetto pro-territorio. Ad oggi purtroppo possiamo solo arrossire per una serie di fumate nere e due fazioni che galleggiano con pochi comuni di scarto l’una dall’altra. Parentesi chiusa, speriamo che la pausa estiva porti consiglio”, conclude Cipriano.
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