Zurigo | 15 aprile 2018

“Luinesi all’estero”, Stefano Berutti da anni a Zurigo è consulente manageriale per Deloitte

"Zurigo mi piace: riesce a essere sia una città che un paese lacustre, ma le mie radici sono rimaste sempre al di là del confine. A luglio rientrerò"

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Anche oggi torna una puntata della nostra rubrica “Luinesi all’estero”, che ci porta un’altra volta a Zurigo. Siamo andati a trovare Stefano Berutti, luinese doc che da qualche anno si è trasferito nella città svizzera e lavora per “Deloitte”, una società che offre servizi di consulenza manageriale per aziende, con l’obiettivo di aiutarle a risolvere problemi e a gestire progetti.

Nei prossimi mesi, però, Stefano, che dice di aver mantenuto le radici nel nostro territorio, farà rientro in Italia. Ecco quello che ci ha raccontato.

Raccontaci di te… Quando sei andato via dall’Italia? Dove vivi?

Ho lasciato l’Italia un paio di anni fa per trasferirmi a Zurigo. L’opportunità mi è capitata un po’ per caso: circa tre anni fa ricevetti una telefonata da un amico “Hey Ste, mi hanno appena assunto in Deloitte Zurigo. Ti potrebbe interessare?”. Mi sono detto, perchè no? Da lì a qualche mese ero ad iscrivermi all’AIRE.

Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Non è stata per nulla una scelta cercata, come dicevo: stavo bene in Italia e avevo un lavoro stabile. Però, avevo sempre vissuto in Italia e Accenture (il mio precedente datore di lavoro) era stato il mio unico “vero” lavoro fino ad allora. Così, quando mi si presentò la possibilità di cambiare azienda, nazione ed avere un’esperienza all’estero, decisi di coglierla al volo. Alla fine per poter giudicare bisogna vedere le cose da almeno un altro punto di vista.

Di cosa ti occupi?

Lavoro per una società di consulenza (Deloitte) che offre servizi di consulenza manageriale. In sostanza le aziende si affidano alla nostra esperienza per aiutarle a risolvere dei problemi e/o gestire dei progetti. I temi variano da progetto a progetto, mi è successo ad esempio di seguire un progetto di consolidamento della rete distributiva di un noto spedizioniere, oppure di ridisegnare il processo di gestione dei progetti interni. Nel progetto in cui sto lavorando al momento il cliente ci ha chiesto di aiutarlo a capire e mitigare l’impatto della Brexit nel suo business.

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

Quando si è su un progetto in sostanza si fanno due cose: riunioni e slide! Ogni tanto si condisce il tutto con analisi in Excel. Il luogo di lavoro può essere la sede del cliente, la nostra sede a Zurigo, oppure casa a seconda delle esigenze del progetto: se non ci sono esigenze particolari di presenza fisica lavorare da casa, senza la distrazione del caffè coi colleghi, può essere un’ottima soluzione. Quando si è senza progetto invece bisogna concentrarsi su training e attività interne. È quindi normale stare a casa a seguire corsi online, oppure recarsi in sede per training di persona.

Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenza hai riscontrato?

Si, prima di trasferirmi ho lavorato 4 anni in Accenture a Milano, un’altra società di consulenza competitor di Deloitte. Le differenze secondo me sono molte, ma raccontarle tutte sarebbe troppo lungo. Diciamo che la principale riguarda l’atteggiamento nei confronti del lavoro. In Italia ho trovato un ambiente ultra competitivo, dove la domanda è altissima e l’offerta limitata. Le persone con cui ho lavorato mettevano il lavoro prima di tutto, dedicandogli tutte le energie disponibili. Questo porta inevitabilmente a un livello di stress più alto, ma alza anche il livello medio di qualità e competenze…se non ti sbatti ce ne sono altri dieci in fila a prendere il tuo posto! In Svizzera invece la situazione è molto più tranquilla: il mercato del lavoro offre molte più possibilità, tutte ben retribuite. Il lavoro viene spesso messo in secondo piano e difficilmente le persone sono disposte a lavorare di notte o nei weekend.

E tu come ti trovi qui? Ti sei integrato nella società?

Zurigo mi piace: riesce a essere sia una città che un paese lacustre. Offre le opportunità di una città, con ristoranti ed aziende, ma è piccola a sufficienza da essere vivibile. L’integrazione però è alquanto difficile. Gli autoctoni sono molti chiusi e legati alla loro cerchia. Fortunatamente la comunità di Expat è grandissima, per cui ci si ritrova a fare gruppo e legare con altri “stranieri”.
Dal mio punto di vista mi sono integrato bene con i colleghi, principalmente italiani, ma le mie radici sono rimaste sempre al di là del confine. Devo ammettere che tornare praticamente un weekend si e uno no non facilita l’integrazione.

Quali difficoltà hai riscontrato?

Il problema principale è la lingua. Parlare inglese è ovviamente sufficiente, ma finché non parli swiss deutsch non ti integri. Inoltre penso che per integrarsi veramente si debba troncare quasi completamente con la vecchia vita, cosa che io non ho voluto fare.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?

Certo. Sicuramente essere vicini a parenti ed amici, parlare la propria lingua, andare al ristorante (qui non si mangia benissimo ed il costo è oggettivamente eccessivo), andare a fare shopping la domenica (qui la domenica è tutto chiuso).

E invece, che progetti hai per il futuro?

Beh, questa intervista è arrivata giusto in tempo perché ho recentemente rassegnato le dimissioni. Ho deciso infatti di tornare in Italia e da settembre torno all’università!

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

Direi sicuro ormai: luglio!

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio BuccinnàPatrizia DelleaFabiana SalaGiorgia ParodiEmanuele MaranoWilmer TurconiRoberto ZanaldiSerena FortunaMichel AndreettiGiuseppe ScaleseFrancesca SaiIros BarozziRosita CordascoFederico FolciaAlessio BadialiMarco ChiminiMark MasneriMaria Giovanna FolciChiara TepsichGabriele Romano,  Cristian MassaMattia StragapedeRoberto BrambiniSerena FiorilloSerena MartinelliRamona CerinottiLuca MaremmiDario CaputoMirco ZaniniAndrea FaraceAntonio ArcieriLorenzo BinaElena ArgentonStefano BelluzCarol BaggioliniPaolo RussoLoris MeotLea CanellaDiana Cossi e Beatrice Berutti questa è la 49esima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”.

Continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

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