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Germignaga | 8 Gennaio 2018

Bar Damin, il “nuovo” ombelico di Germignaga oggi compie vent’anni

Nato nel primo dopoguerra, lo storico locale di Germignaga oggi festeggia il ventesimo anniversario dalla gestione di Gianluca e Eurosia

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Più che un Bar, il “Damin” a Germignaga è una vera e propria istituzione che ha scritto una grande parte di storia del paese lacustre. Quella di oggi, però, è una giornata particolare, perché il “Bar Damin” raggiunge un importante traguardo: vent’anni di gestione da parte di Gianluca Formento che, proprio nel 1998, ha alzato per la prima volta la saracinesca. Quello che lega Gianluca e Eurosia al Damìn e al Cantùn, però, è un legame affettivo che va al di là di ogni esperienza lavorativa.

Una gestione, quella di Gianluca, partita come quella di tanti altri bar italiani dello scorso secolo: un locale dove si beveva il bicchiere di vino mentre si giocava a carte. Il ‘bar degli omèn’ era definito dai tanti cittadini del posto ma, piano piano, dopo aver cambiato arredamento e abitudini, in questi ultimi anni si è totalmente rinnovato, offrendo ai propri clienti diversi servizi tra cui tabaccheria, pagamento bollette e tanto altro, oltre al bar vero e proprio. Così è nato il Damìn di oggi, un po’ più elegante e rinnovato rispetto al passato, capace di strizzare l’occhio alla tradizione, senza dimenticare di guardare al futuro.

“Raggiungere vent’anni di gestione è una grande soddisfazione per tutti noi – spiega Eurosia -. Sono legata a questo posto perchè i miei nonni, il Pin e l’Annunciata (ndr, due personaggi storici di Germignaga), hanno sempre vissuto dall’altra parte della fium, il torrente San Giovanni, e sono molto contenta di aver portato anche nella loro via qualcosa”.

“I miei nonni sono arrivati dal Piemonte a Germignaga con un solo carretto della frutta e hanno deciso di stabilirsi qui – racconta Gianluca -. Mio papà, il ‘Testina’, ha sempre frequentato il Damìn tanti anni fa, perchè giocava a carte. I vecchi proprietari, Enrico Testorio e la sua famiglia, cercavano una persona che portasse avanti questa tradizione a Germignaga e, fortunatamente, hanno creduto in me. Ad esempio, lui voleva che la mattina di Natale al Damìn si distribuisse sempre il cotechino con il pane e così continuiamo con questa tradizione”.

Da ormai molto tempo, il Damìn si spende per la comunità, organizzando numerosissimi eventi che coinvolgono tutti i cittadini. Uno di questo è il tradizionale ‘Se brüsa ul Vécc’, unica manifestazione rimasta nel corso degli anni, ma ce ne erano altre, come l’Alborellata del primo maggio e la ‘pulenta e asen‘ autunnale. “Così abbiamo voluto ricominciare ad organizzare le feste e siamo partiti con ‘C’era una volta… ma c’è ancora il Cantùn’, nel 2008. A questo abbiamo unito la solidarietà: da quando è nata Marta, infatti – continua Eurosia -, ci muoviamo tantissimo per il sociale e queste feste le organizzavamo per donare il ricavato al ‘Progetto sorriso nel mondo’, una ONLUS che si occupa di malformazioni cranio-facciali, aiutando il medico di Marta che gira il mondo per aiutare i bambini nati con queste malformazioni”.

Molto sentite alcune testimonianze di storici cittadini di Germignaga. “La Trattoria Osteria dei Pescatori – racconta Gianni Corbellini, legato da sempre al bar Damin – è certamente il locale pubblico più vecchio di Germignaga, la cui apertura risale al periodo intercorrente tra le due guerre mondiali. Il richiamo ai ‘pescatori’ è dovuto al fatto che per molti anni fu sede della fiorente Associazione Pescatori di Germignaga. Gli stessi titolari dell’osteria erano pescatori di professione, tanto che si ricorda ancora l’esistenza di un piccolo porto-canale di loro proprietà, in prossimità del canneto, esistente fino agli settanta, tra la Colonia Elioterapica e l’attuale ‘Boschettino'”.

“I germignaghesi – continua Gianni – conoscono l’Osteria con il nome di ‘Damìn’, che era il vezzeggiativo del nome del titolare Testorio Damiano. Negli anni la gestione del locale passò poi alle nipoti di Damiano, le tre sorelle Vicini: Paola, Maria e Antonietta (quest’ultima deceduta recentemente), mentre prima dell’attuale gestione di Gianluca, il locale era stato gestito con successo da un altro Testorio (il compianto Enrico, insieme alla moglie Pia)”.

“Il Damin è un luogo storico del nostro paese – racconta il sindaco Marco Fazio -, che sta riuscendo, grazie a Gianluca e ad Eurosia, a tenere insieme una lunga tradizione con la capacità di essere innovativi e propositivi, non solo commercialmente ma anche culturalmente, con un’attività che ha ricadute positive sul paese. Auguri”.

“Per me è in assoluto l’ombelico di Germignaga – afferma Renzo Fazio -. Un punto di riferimento per tutti. L’ex sindaco Garagnani, soprattutto nell’ultimo periodo prima della scomparsa, era sempre presente e da tutti è ricordato con grande affetto e stima per quello che ha fatto. Quello che sta avvenendo negli ultimi anni con Gianluca e Eurosia è bellissimo, la loro gestione, mossa da grande passione e sacrificio, in questi vent’anni è riuscita a coinvolgere tutta la popolazione e a far tornare questo piccolo angolo di Germignaga ancora vivo e accattivante come una volta. Non solo per i germignaghesi, ma per tutti i cittadini del territorio. Penso che se tutti facessero un decimo delle loro attività, i nostri paesi sarebbero molto più vivi, anche in inverno”.

“Sin da bambino venivo a prendere il quartin di vino per la zia Maria – racconta Olimpio Brovelli, cliente da una vita -, che insieme a mia nonna mangiavano le caldarroste sorseggiando un bicchier di vino del Damin. Giocavamo a carte, facevamo delle grandi discussioni, su tutto: calcio, ciclismo, sci e anche la politica. Era un’osteria, un punto di ritrovo per tutte le compagnie della zona”.

Come ormai è evidente, anche da queste parole, il Bar Damìn è diventato un vero punto di riferimento soprattutto in questi anni, grazie agli amici, agli artisti e anche a tante altre persone. Come non ricordare lo spettacolo di Enzo Iacchetti la scorsa estate o i concerti di Dana Gillespie, Adele Cossi e del maestro Antonio Davì?

Oltre a questo, però, concludendo, un ultimo grande ringraziamento da parte di Eurosia e Gianluca va allo staff. “Io, Gianluca, Francesca, che è una mia amica d’infanzia, una sorella per me, e Lavinia, quasi una cugina – spiega ancora Eurosia – ci conosciamo da una vita. Non si capisce se sia stato lo staff ad essere diventato una famiglia o se la famiglia abbia creato lo staff. Il confine è sottilissimo. Poi c’è mio papà, il ‘Nonno Roby’, detto anche il direttore artistico, l’anima di tutto, come dice l’amico Mauro Iacchetti. Lui è il grande valore aggiunto”.

“Credo, però, che sia stata Marta il vero catalizzatore – termina Eurosia -. Una vera benedizione dal cielo. Tutta questa gente che si muove, principalmente opera perché c’è lei. Ha portato un grande messaggio in mezzo a noi. Non solo a noi come genitori, ma anche ai nostri amici, a chi ci vuole bene e a chi ha imparato a volercene. Davvero, è iniziato un vortice che ha portato un sacco di avvenimenti e persone belle. Non so se senza di lei, ci sarebbe stato tutto questo”.

A noi non resta che aggiungere, “Lunga vita al Damìn”.

(Sponsorizzato dal ‘Bar Damin’)

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