Luino | 24 Luglio 2026

Ex area Ratti, “Grand Luino” replica all’opposizioni: «Demolizioni non fanno scattare bonifica»

L’amministratore unico Luca Sartorio interviene per replicare ai contenuti dell’interrogazione che si discuterà questa sera in consiglio comunale, in particolare sulla situazione ambientale del sito

Tempo medio di lettura: 3 minuti

In vista della seduta del Consiglio comunale di Luino convocata per la serata di oggi, venerdì 24 luglio, la società Grand Luino S.r.l. ha reso pubblica una nota tecnica (che si può leggere cliccando qui) articolata in risposta all’interrogazione depositata dai cinque consiglieri di minoranza Furio Artoni, Enrico Bianchi, Marco Massarenti, Maria Vittoria Lanella e Giuseppe Cutrì per chiedere conto, all’amministrazione comunale, delle attività in corso sull’ex area Ratti.

L’interrogazione, inserita al punto 13 dell’ordine del giorno del consiglio, solleva questioni relative alle bonifiche dei siti contaminati, alla gestione dei materiali contenenti amianto (MCA), alla progettazione delle demolizioni, alla sicurezza in cantiere e alla tutela dei terzi, al piano stralcio del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) e al finanziamento degli interventi.

L’amministratore unico di Grand Luino Luca Sartorio, direttamente e indirettamente chiamato in causa dal documento, ha dichiarato di voler contribuire a inquadrare la discussione «all’interno di una corretta e precisa cornice di informazioni», dopo essere peraltro già intervenuto alcuni giorni fa sugli stessi argomenti.

Sul tema delle bonifiche dei siti contaminati la società prende le distanze da quella che definisce un’interpretazione giuridicamente erronea della normativa vigente. L’interrogazione dei consiglieri di minoranza assume, secondo Sartorio, «che la mera presenza di un’attività industriale storica comporti automaticamente l’applicazione della disciplina relativa alle bonifiche dei siti contaminati», mentre il D.Lgs. 152/2006 «basa l’attivazione della procedura su evidenze oggettive di contaminazione o sul verificarsi di un evento potenzialmente contaminante, non sulla sola destinazione d’uso pregressa del sito».

L’articolo 242 del suddetto decreto, prosegue, prevede inoltre che le procedure si attivino solo al verificarsi di specifiche condizioni: un evento in grado di contaminare il sito, l’individuazione di contaminazioni storiche che possano comportare rischi di aggravamento, oppure il rilevamento del superamento – o del pericolo concreto e attuale di superamento – delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC). «La semplice demolizione di edifici industriali – sottolinea Sartorio – non costituisce, di per sé, il presupposto normativo per attivare la procedura di bonifica».

«Una fabbrica tessile ultracentenaria – aggiunge – può certamente avere una “potenzialità storica di contaminazione”, ma ciò non equivale alla classificazione giuridica prevista dall’articolo 240, in assenza di: una contaminazione storica nota; un superamento delle CSC accertato; il verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito».

In risposta alle domande sull’avvio del piano di caratterizzazione del sito, l’amministratore di Grand Luino conferma che nessun piano è stato avviato, perché non si sono verificate le condizioni che ne renderebbero obbligatorio l’avvio. La società precisa tuttavia di aver condotto una Due Diligence ambientale di Fase 1, con la ricostruzione dell’inquadramento geologico e idrogeologico dell’area, la raccolta dei dati sulle lavorazioni storicamente svolte e sulle posizioni degli impianti produttivi e di servizio, l’individuazione dei centri di pericolo e delle sostanze contaminanti potenzialmente presenti. Sulla base di questi esiti verrà effettuata un’indagine ambientale preliminare sull’area a valle delle operazioni di demolizione delle strutture fuori terra, «condizione necessaria per garantire l’accesso all”intera area senza interferenze o rischi».

Quanto alla classificazione del sito nell’Anagrafe dei Siti da Bonificare della Regione Lombardia – richiesta dai consiglieri nell’ambito dell’interrogazione presentata in Comune – Sartorio chiarisce che l’ex area Ratti non risulta iscritta in tale registro, che accoglie i siti oggetto di procedimento di bonifica ai sensi del Titolo V del D.Lgs. 152/2006: l’assenza dall’Anagrafe, afferma, «non costituisce un’irregolarità e l’amministrazione non è tenuta a richiedere l’iscrizione in assenza di una notifica ai sensi del medesimo Titolo V».

«Sul punto qui in esame – aggiunge Sartorio – è evidente la confusione implicita nell’interrogazione tra area industriale dismessa e sito contaminato, ignorando il fatto che per l’identificazione di un’area come sito potenzialmente contaminato o contaminato occorrono elementi oggettivi, ottenibili attraverso l’esecuzione di indagini (che sono in programma, peraltro) che dimostrino il superamento delle CSC o il verificarsi di eventi in grado di contaminare il sito. La procedura di bonifica ai sensi dell’art 242 DLgs 152/06 si avvia solo in presenza di tali elementi oggettivi, con obblighi e ruoli diversi tra responsabile della contaminazione, proprietario non responsabile e PPA».

«Sulla base di quanto sopra, Grand Luino si è già attivata per raccogliere le informazioni necessarie alla programmazione ed esecuzione di un’indagine ambientale preliminare, assimilabile a una Due Diligence ambientale di Fase 2, che sarà svolta al termine delle attività di demolizione delle strutture fuori terra. Resta inteso – conclude l’amministratore della società – che, durante lo svolgimento delle attività di demolizione, qualora dovessero emergere evidenze di potenziale contaminazione delle matrici ambientali, saranno tempestivamente applicate le disposizioni di cui agli artt. 242 e seguenti del D.Lgs. 152/06, con conseguente attivazione degli obblighi di comunicazione agli Enti competenti e, ove ne ricorrano le condizioni, della relativa procedura di bonifica».

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com