Luino | 19 Maggio 2026

Elezioni 2026, “La Nostra Luino”: «Ex Ratti, Lido e waterfront: basta interventi scollegati»

La squadra guidata dal candidato sindaco Marco Massarenti propone un modo organico di ripensare l’ultimo tratto di lungolago: «Luino merita una visione urbana all’altezza del suo lago»

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(Contenuto elettorale)

L’area ex Ratti e il comparto del Lido rappresentano oggi una delle più importanti opportunità di rigenerazione urbana per Luino.

Non stiamo parlando semplicemente del recupero di un’area dismessa, ma di un’idea più ambiziosa, della possibilità concreta di ripensare in modo organico uno dei tratti più strategici e identitari della città, il waterfront compreso tra la foce del Tresa e il Porto Nuovo, costruendo una continuità fisica, paesaggistica e funzionale che possa diventare il vero fiore all’occhiello di Luino.

Abbiamo l’occasione di restituire alla città un tratto di lungo lago che per troppo tempo è rimasto chiuso, degradato e separato dal tessuto urbano. Questa è la vera sfida. Ed è su questa che bisogna avere il coraggio di costruire una visione prospettica e condivisa.

Quest’area può davvero diventare un elemento strategico per l’attrattività e la qualità della vita di Luino e del Lago Maggiore anche in funzione dello sviluppo turistico. Se osservato in una prospettiva più ampia, l’intervento non rappresenta soltanto la riqualificazione di un’area industriale, ma consentirebbe di creare un vero e proprio polmone verde per la città: uno spazio aperto e vivibile, dove bambini, famiglie, cittadini di tutte le età possano vivere pienamente il potenziale del territorio, immersi in un’area naturale affacciata sul lago.

La nostra visione è quella di sviluppare un sistema continuo di percorsi e passeggiate, collegando quest’area tramite un ponte pedonale alla zona del Boschetto di Germignaga, creando così una rete verde integrata, sostenibile e accessibile. Un progetto capace di guardare oltre il singolo intervento, promuovendo una visione più ampia, moderna e sostenibile.

Su questo serve chiarezza politica, capacità amministrativa e una visione urbanistica precisa.

Noi riteniamo che il recupero della Ratti debba essere perseguito con determinazione e senza ulteriori rinvii. Per farlo è evidente che il Comune debba aprire un confronto serio e pragmatico con il soggetto privato proprietario dell’area, dettando le condizioni amministrative, urbanistiche e progettuali affinché un intervento di riqualificazione efficace e sostenibile possa finalmente partire in tempi certi.

Ma collaborazione non può significare arretramento del pubblico. Gli interventi privati devono essere progettati in armonia con il contesto pubblico e con la visione complessiva del territorio, non viceversa. Sarebbe un errore strategico e urbanistico consentire che, per sbloccare il recupero della Ratti, venisse di fatto consegnata al privato la regia complessiva del fronte lago.

Già dal 15 febbraio 2026 avevamo chiesto di sospendere le recenti piantumazioni lungo il confine con la Ratti (vedi articolo LuiNotizie 15.02.26). Eseguire ora quell’intervento, oltretutto con gravi problematiche (non da ultimo la recente “rettifica” della larghezza della carreggiata che ha comportato significativi extra-costi) ci è sembrata una scelta miope, perché in un periodo di assoluta incertezza su quelli che saranno gli effettivi tempi dell’intervento da parte del privato, oltre a danneggiare gli operatori commerciali e sportivi già attivi in loco, ha anche nel frattempo prodotto nei fatti un ulteriore restringimento dell’accessibilità e della fruizione dell’area dell’ex campo sportivo, compromettendo da subito la possibilità per cittadini e famiglie di vivere quello spazio già nella fase transitoria, in attesa della riqualificazione definitiva.

Esiste poi un altro dato tecnico imprescindibile, che sembra nessuno abbia finora tenuto in considerazione: i vincoli derivanti dal “Piano Inondazioni”. Un elemento che non può essere ignorato né affrontato in modo estemporaneo, ma che richiede fin da ora una pianificazione seria, competente e integrata, capace di coniugare sicurezza idraulica, qualità progettuale e piena fruibilità pubblica. L’urbanistica non si fa per compartimenti stagni. Non si governa per interventi simbolici o decisioni scollegate tra loro.

Luino ha davanti una scelta: subire trasformazioni puntuali oppure guidare con visione il proprio futuro urbano e paesaggistico. La Nostra Luino punta con forza in quest’ultima direzione.

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