Fare chiarezza sulle procedure amministrative e operative relative alle demolizioni del complesso industriale dismesso ex Ratti di Luino: è l’amministratore unico della società Grand Luino, Luca Sartorio, a intervenire in merito attraverso una comunicazione inviata anche al sindaco Andrea Pellicini.
Una comunicazione che nasce in risposta a quanto Sartorio definisce «stupidaggini» circolanti sui social network e che si propone di offrire una serie di precisazioni alla comunità locale, ripercorrendo le tappe del lavoro svolto negli anni, le autorizzazioni ottenute, i soggetti coinvolti e le misure di sicurezza adottate.
Cinque anni fa Grand Luino aveva commissionato allo Studio Prealpino di Geologia una Due Diligence Ambientale di Fase 1 sull’intero sito dell’ex Ratti, con l’obiettivo di ricostruire l’inquadramento geologico e idrogeologico dell’area, di raccogliere dati sulle lavorazioni storicamente svolte e sulla posizione degli impianti e di individuare i potenziali centri di pericolo e le sostanze contaminanti potenzialmente presenti. In quel contesto furono prelevati decine di campioni da vari elementi dei fabbricati e delle infrastrutture, poi analizzati da un laboratorio certificato.
L’operatore che la società ha selezionato per le operazioni di demolizione e rimozione delle coperture in cemento-amianto, spiega Sartorio, «è una società leader nel settore delle demolizioni e delle bonifiche», con sedi anche in Svizzera e Francia, «che impiega solo personale dipendente e utilizza sistemi gestionali certificati». Tra i suoi precedenti interventi di rilievo figurano l’area ex Innocenti-Maserati di Milano, l’area ex Montecatini di Orbetello e i padiglioni 7 e 8 dell’Ospedale Gaslini di Genova.
Nel novembre 2023 era stata completata la prima bonifica con la rimozione delle coperture in cemento-amianto del settore ex officine, per circa diecimila metri quadri, effettuata – aggiunge l’amministratore di Grand Luino – nel pieno rispetto della disciplina prevista dalla legge e con una regolarità comprovata dai controlli svolti degli enti preposti alla vigilanza.
Nell’aprile 2026, prosegue Sartorio, è stato presentato «il Piano di Lavoro per la bonifica delle coperture in cemento-amianto del settore ex fonderia», con notifica preliminare trasmessa attraverso la piattaforma regionale ai sensi dell’art. 99 del D.Lgs. 81/08. Attività tuttora in corso di esecuzione.
In seguito alla sentenza del TAR del 15 gennaio scorso, che ha annullato il provvedimento del Comune di Luino del settembre 2024 accogliendo integralmente le ragioni di Grand Luino, Palazzo Serbelloni «ha dovuto riaprire il procedimento n. 281 del 2024 e rilasciare (senza se e senza ma) in data 11 maggio 2026, l’autorizzazione paesaggistica per l’intera demolizione, fatta salva la storica “testata con insegna Ratti” dell’opificio, che Grand Luino – chiarisce Sartorio – intende conservare e valorizzare pur non essendoci alcun vincolo».
Ulteriore passaggio il 23 giugno scorso, quando Grand Luino ha presentato la SCIA per la demolizione delle parti fuori terra del primo lotto, con tutti gli allegati previsti dalla disciplina vigente, a cui ha fatto seguito, il 25 giugno, l’avvio dei lavori a partire dagli edifici in carpenteria metallica, ovvero le ex officine con magazzino risalenti al periodo 1962-1968.
La società ha incaricato, per questa fase, Unica SpA come impresa esecutrice, l’ingegnere Mauro Cervi come Direttore dei lavori e il geometra Aldo Barettini come Coordinatore per la Sicurezza in corso d’esecuzione. Inoltre, sono stati predisposti il Piano di Sicurezza e Coordinamento, il Piano Operativo di Sicurezza redatto da Unica SpA e i piani di demolizione relativi alle diverse tipologie costruttive, che prevedono tra l’altro la rimozione dei pannelli perimetrali con coibentazione in lana di roccia, preventivamente trattata con un prodotto incapsulante e raccolta in big bags omologati per il conferimento presso impianti autorizzati.
Sul fronte del monitoraggio ambientale, sono state installate tre stazioni per il controllo delle fibre aerodisperse, con prelievi di campioni in aria analizzati tramite microscopia elettronica a scansione da un laboratorio terzo specializzato: i risultati ottenuti finora, afferma Sartorio, «non evidenziano fenomeni apprezzabili di dispersione in aria di fibre di amianto. Il monitoraggio – assicura – sarà da parte nostra costante e certificato».
Per procedere con la demolizione delle parti in muratura, Grand Luino è invece in attesa dell’allacciamento alla rete idrica da parte del gestore LeRETI, necessario per attivare un sistema di abbattimento delle polveri ad acqua.
Sartorio segnala infine che, a causa di continue intrusioni di vandali e persone non autorizzate – già oggetto di cinque denunce negli ultimi anni – è stata installata una telecamera alta dieci metri con visione a 360 gradi, che servirà anche a identificare gli autori di riprese non autorizzate tramite droni, telecamere o smartphone, circolate in rete in violazione delle norme sulla privacy.
«Al termine della demolizione totale degli edifici e degli impianti fuori terra, eseguita per fasi», conclude l’amministratore unico di Grand Luino, sarà possibile procedere, «in condizioni di sicurezza per gli operatori, a ulteriori e più approfondite analisi ambientali».
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