Luino | 27 Giugno 2022

L’aborto è un diritto fondamentale di ogni singola donna

La lettera inviata alla nostra redazione da Alessandro Franzetti ha generato un intenso dibattito sui social, anche se ho un pensiero completamente diverso da lui

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Premettendo che non spetta agli uomini sindacare sui diritti delle donne, soprattutto su un tema importante e delicato quale è l’aborto, nella giornata di ieri abbiamo pubblicato una lettera arrivata alla nostra redazione inviataci dal luinese Alessandro Franzetti.

Franzetti, che ha ricoperto ruoli istituzionali a livello locale negli scorsi anni, ha generato con la sua opinione un grande dibattito su Facebook. Una cosa già capitata in passato, per esempio con la proposta di aprire Palazzo Verbania al culto religioso.

Tanti lettori hanno criticato la sua posizione anti-abortista – che lo ha portato a definire l’aborto «un omicidio» e ad approvare di conseguenza la decisione della Corte Suprema degli USA che ha reso liberi gli Stati di applicare le loro leggi in materia – etichettandola come una posizione “da medioevo”.

Il provvedimento dei giudici americani ha causato grande scalpore in tutto il mondo, compresa l’Italia, dove la maggior parte delle donne e degli uomini che hanno a cuore i diritti civili, si è scagliata contro questo verdetto, che potrebbe rendere nullo, in qualsiasi stato statunitense che legifererà in merito, uno dei diritti delle donne ritenuti ormai inviolabili, dopo anni di battaglie.

Oltre a criticare Franzetti, qualcuno ha apertamente espresso il proprio disappunto nei confronti della nostra redazione – rea di aver dato spazio ad un’opinione offensiva nei confronti delle donne – ritenendo assurda la scelta di pubblicare la lettera; una scelta che avrebbe addirittura leso la reputazione del nostro giornale.

Da direttore del giornale, appassionato e strenuo sostenitore – sin dagli anni del liceo – dei diritti civili, dell’aborto e del divorzio ma anche dei diritti LGBT e dell’eutanasia, solo per citarne qualcuno, ho letto la lettera di Franzetti, decidendo poi di pubblicarla perché contiene l’opinione di un cittadino che ha espresso il suo parere e ha raccontato la sua storia, senza offendere nessuno – a mio avviso – e senza chiedere l’abolizione della legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Ci scusiamo, ad ogni modo, nel caso in cui qualcuno si fosse offeso.

Certo, era facile rendersi conto che un simile giudizio sugli embrioni e sull’aborto avrebbe potuto suscitare discussioni, ma lo spazio dato ad Alessandro, così come capita con qualsiasi altro contributo inviato alla redazione, e ne arrivano tanti, non è frutto di favori personali, ma più semplicemente della volontà di pubblicare un contenuto sul quale si sta dibattendo a livello internazionale e che, anche a livello locale, può essere affrontato.

Quindi, concludendo, il mio pensiero è totalmente contrario rispetto a quello di Alessandro, visto che per me l’aborto è un diritto fondamentale di ogni singola donna, ma allo stesso tempo la sua lettera ci ha permesso di aprire un confronto, seppure virtuale, su un tema così importante e sentito da tutti, anche a Luino. E anche io sono qui ad esprimere la mia opinione in merito, difendendo con queste parole la legge 194.

La reputazione del nostro giornale, fortunatamente, non si calcola in base alle lettere che riceviamo dai cittadini, ma si basa sulla credibilità del lavoro che svolgiamo, sulle relazioni, sulla veridicità di storie e notizie che vengono pubblicate quotidianamente cercando di informare in modo capillare tutte le comunità del medio-alto Varesotto e del medio-basso Ticino.

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