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Milano | 27 Settembre 2018

“No all’interruzione di gravidanza farmacologica in day hospital. Tuteliamo la vita delle donne”

Monti: "Va contro il valore della vita e potrebbe non essere sicuro. Ok l’istituzione del tavolo tecnico, ma meglio lavorare per fornire maggiore supporto psicologico"

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L’assessore al Welfare Giulio Gallera ha annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico per approfondire la possibilità di introdurre anche in Lombardia il sistema farmacologico di interruzione volontaria della gravidanza in day hospital. Sull’argomento è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, Emanuele Monti. “Non è una pratica che possiamo accettare. Da sempre abbiamo una posizione chiara sul valore della vita, un valore profondo che abbiamo il dovere di tutelare”.

Innanzitutto ci poniamo una questione etica che riguarda la difesa del valore della vita – ha esordito Monti -. Noi siamo a favore di politiche per il ripopolamento del nostro Paese, che quindi aiutino e sostengano le coppie o le madri single che vogliono portare a termine la gravidanza e crescere il proprio figlio. Su questo punto insistiamo in maniera particolare: quando parliamo di politiche per la famiglia, intendiamo proprio il potenziamento delle misure esistenti e la creazione di nuove per aiutare chi decide di diventare genitore. Di conseguenza non possiamo accettare tutte le pratiche che accelerano l’aborto e lo rendono una pratica quasi quotidiana. Senza nulla togliere al diritto delle donne di decidere, pensiamo sia responsabilità della Regione fornire innanzitutto un’alternativa all’interruzione di gravidanza, per andare incontro a chi volesse ricorrervi per gravi difficoltà”.

“Pensare quindi ad un meccanismo di day hospital per effettuare l’aborto tramite pillola non è corretto – ha aggiunto il Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali -. Non solo va contro il valore della vita, ma potrebbe anche mettere a repentaglio la sicurezza stessa della donna, che nel caso dell’insorgere di complicazioni si troverebbe lontano dalla struttura ospedaliera e quindi non immediatamente soccorribile”.

“Siamo favorevoli ovviamente all’istituzione del tavolo tecnico – ha proseguito Monti – che serva tuttavia a lavorare per fornire un maggiore supporto psicologico a colore le quali si rivolgono per l’interruzione di gravidanza. E dal punto di vista medico, affinché all’interno degli ospedali si diffonda maggiormente la pratica farmacologica rispetto a quella chirurgica. Ma, puntualizzo, all’interno degli ospedali nell’ambito di un ricovero ospedaliero. Bisogna evitare l’estremizzazione di arrivare ad una futura possibile, e non auspicabile, eccessiva liberalizzazione della pillola”.

“Ricordo quindi all’assessore Gallera che va bene l’istituzione del tavolo tecnico, ma la decisione politica deve essere presa da tutte le forze politiche di maggioranza. E – ha concluso Monti – che la decisione politica deve essere quella che guida l’azione della Regione”.

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