Luino | 13 Maggio 2019

Luino, l’appello di Franzetti: “Aprire il Palazzo Verbania al culto religioso”

L'ex consigliere e presidente consiglio comunale chiede al sindaco e alla giunta di Luino di cancellare una norma presente nell'accordo di gestione della struttura

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Leggo dalla stampa che l’accordo tra il comune di Luino e il privato che gestirà alcuni spazi di Palazzo Verbania vieta lo svolgimento di manifestazioni e funzioni religiose all’interno della sala conferenze e del salone al piano terra. Ho molto da obiettare per questa scelta, che reputo sbagliata e per certi aspetti persino venata di laicismo”.

Inizia così, a pochi giorni dall’inaugurazione di Palazzo Verbania, che avverrà sabato 18 maggio alla presenza del Governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, una nota inviata da Alessandro Franzetti, cittadino attivo, ex consigliere comunale ed ex presidente del consiglio comunale  di Luino.

“Partiamo dalla nostra Carta Costituzionale – spiega Alessandro Franzetti -, che all’articolo 8 afferma: ‘Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge’ e al 19 recita: ‘Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume’. È vero che il Palazzo non è più demaniale, ma è pur sempre un luogo aperto al pubblico per manifestazioni rivolte alla collettività, e quindi questa norma svantaggia i credenti, a qualunque fede essi appartengano”.

“Faccio un esempio – afferma Franzetti -: due anni fa, in occasione della venuta della Madonna di Fatima a Luino, decine di migliaia di fedeli vennero a Luino (tra l’altro con ricadute ottime sulla nostra economia cittadina) per questo significativo momento di fede e devozione che durò una settimana, vi furono processioni e una stupenda messa al Parco a Lago in una domenica baciata dal sole. Bene, oggi, con questo regolamento, una messa non si potrebbe svolgere a Palazzo Verbania”.

Trovo questo fatto una limitazione della libertà di manifestare il proprio sentimento religioso – continua ancora Franzetti -, che accomuna molti uomini e donne. Inoltre, vi sono confessioni (penso all’Islam) che non hanno un luogo di culto a Luino in cui pregare. Non è che questa sia una malcelata ‘norma anti-moschea’, che però danneggia tutte le confessioni religiose?”.

“Tra l’altro, sarebbe il caso di aprire in città una discussione seria, franca e non ideologica se sia corretto o meno concedere ai fedeli islamici un luogo di culto. Da fedele laico, dunque cattolico ma anche amante delle libertà in tutte le sue manifestazioni, chiedo al sindaco e alla giunta del comune di Luino di cancellare questa norma”, conclude Franzetti.

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