Luino | 3 Marzo 2026

Luino, critiche sui lavori in via Lido. «Fare cattiva informazione non fa bene ai cittadini»

Per il presidente del circolo FDI Sgarbi sono lavori «senza senso», mentre il consigliere Artoni ha chiesto lumi sulla presenza di inquinanti. I chiarimenti di assessora Porfiri e Ufficio Tecnico

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Critiche e perplessità sollevate sui lavori in corso in via Lido a Luino, a ridosso dell’ex stabilimento Ratti, dove si sta realizzando non un marciapiede ma un’area verde che fungerà da “filtro” tra la vecchia fabbrica e la strada, come spiega l’assessora Francesca Porfiri.

Lavori che il presidente del Circolo di Luino e Valli di Fratelli d’Italia Dario Sgarbi ha definito «senza senso, soprattutto se la proprietà dell’ex Ratti, ottenuto il via libera dal TAR, potrà procedere finalmente all’abbattimento degli immobili dismessi ad uso industriale».

La demolizione, per Sgarbi, andrà a pregiudicare questa opera «sostanzialmente inutile» che, inoltre, «renderà più problematiche le manovre delle barche dei Canottieri, creando problemi ad una delle attività sportive e sociali più vive di Luino. Avremmo preferito che gli stessi soldi fossero stati investiti per certe strade della città da troppo tempo abbandonate».

A intervenire è stato anche il consigliere di minoranza Furio Artoni, capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni”, che durante la seduta della Commissione Territorio di ieri, lunedì 2 marzo, e in alcune note inviate alla stampa ha puntato il dito in particolare sulla sicurezza del suolo sul quale si sta lavorando.

Trovandosi a ridosso dello stabilimento, secondo Artoni, il terreno potrebbe contenere ancora oggi sostanze pericolose e inquinanti che, una volta tolto il “cappello” dell’asfalto, potrebbero essere smosse dalle piogge e finire nel lago o venire respirate dagli operai o da chi si reca presso la sede della Canottieri. Da qui la richiesta al Comune di sapere se sono state effettuate delle analisi sulla composizione chimica del materiale rimosso oppure no.

La funzionaria dell’Ufficio Tecnico Chiara Redaelli, presente alla seduta dedicata nello specifico all’area ex Ratti, ha specificato che è stato rimosso solamente l’asfalto e, come confermato dalle rappresentanti di ARPA Lombardia e Provincia di Varese presenti anch’esse in Commissione, non vi è alcun obbligo di indagini preliminari sulla concentrazione di sostanze inquinanti. Indagini che sono comunque state svolte in previsione dello smaltimento dell’asfalto stesso, una decina di giorni prima di iniziare gli scavi, e che hanno dimostrato che i valori di tali sostanze rientrano nei limiti.

Ma, ha sottolineato successivamente Artoni, le analisi sul campione di terreno sono state svolte in un laboratorio in provincia di Frosinone: «Era davvero necessario andare fino a lì?». A chiarire anche questo punto è sempre l’Ufficio Tecnico: la ditta che si sta occupando dei lavori è di Picinisco, del Frusinate, e la terra è stata analizzata in un laboratorio di Atina, a pochi chilometri di distanza dalla sede legale della ditta.

«La risposta di ARPA e Provincia di ieri è stata chiara – puntualizza l’assessora Porfiri Il nostro è un lavoro ben diverso da quello che riguarda l’ex Ratti e continuare a fare cattiva informazione non fa bene alla Pubblica Amministrazione e neanche ai cittadini. Se hanno dubbi, i consiglieri possono rivolgersi immediatamente ai RUP dell’opera pubblica prima di creare allarmismi a mezzo stampa».

Nel replicare alle critiche di Sgarbi e Artoni, l’assessora sottolinea nuovamente che questo specifico intervento in via Lido serve a creare uno “spazio filtro” con degli alberi che stacchi il più possibile la strada dall’ex Ratti, anche in termini di sicurezza, mentre il conseguente restringimento della carreggiata servirà a limitare la velocità dei veicoli. «L’amministrazione, – conclude – in ogni caso, non può aspettare all’infinito di riqualificare un ambito, aspettando gli interventi del privato».

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