Germignaga | 7 Febbraio 2026

Germignaga, ricordi dal passato: Giancarlo Colla e la sua vita di imprese in montagna

Renzo Fazio racconta le avventure dell'uomo classe 1929 scomparso tra il 3 e il 4 febbraio. Il Cervino a 19 anni, poi il "Girone" e il "Supergirone". Inventò gli itinerari per novantenni

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Che tristezza dover commemorare un’altra cara persona che ci ha lasciato in questi giorni, e anche questa volta si tratta di qualcuno che si è fatto voler bene da molti: Giancarlo Colla, strettamente legato a Germignaga, a Luino, a Voldomino, ma soprattutto alle montagne che contornano il nostro splendido lago.

Già, quelle cime le aveva raggiunte tutte, perché per lui la montagna era più di una passione: era una vera e propria ragione di vita.

Quando nel 2013 pubblicò il suo libro “Montagne di ricordi – 80 anni di autentici ricordi tra valli e montagne”, regalò a tutti qualcosa di straordinario, raccontando l’intero percorso della sua vita: dai primi vagiti in una fredda mattina di febbraio del 1929, ai ricordi d’infanzia con le estati trascorse alla “Bislunga”, ai molti anni passati nei Setifici Stehli a Germignaga, dove peraltro sbocciò il suo amore per Rosetta, fino alle innumerevoli imprese alpinistiche da lui compiute, minuziosamente descritte.

Il termine “Ironman” non era ancora entrato nel lessico della prima metà del Novecento, ma per lui sarebbe stato addirittura riduttivo. A soli 17 anni fece il “battesimo” dei 4.000 metri; due anni più tardi arrivò in vetta a sua maestà il Cervino, partendo da solo in treno da Luino ed effettuando l’ascesa con attrezzature alpinistiche che oggi si usano per una passeggiata in Forcora. Da lì in poi: montagne, montagne, montagne.

Per allenare il fisico amava sfruttare le cime circostanti, ma andare con lui voleva dire essere dei veri masochisti. Si inventò “il Girone”, un tracciato da percorrere in un’unica soluzione in circa 13 ore di cammino, da lui effettuato quasi 200 volte. Poi ideò anche il “Supergirone” e il giro del Gridone, passando dalla sponda lombarda a quella piemontese e utilizzando in parte anche il “rampichino”: un giro che lui stesso definiva “roba de matt!”. Ma è sfogliando con calma le pagine della sua pubblicazione che si coglie davvero quanto fosse straordinario Giancarlo.

Negli ultimi anni della sua vita il camminare in montagna restò una priorità, scegliendo necessariamente percorsi meno impegnativi per lui, ma non per i comuni mortali… Nel 2019, al compimento del suo novantesimo compleanno, diede alle stampe un’altra pubblicazione dal titolo “50 itinerari e tempi… per diversamente giovani novantenni”, ricca di percorsi e mete, corredati da schede descrittive da lui stesso preparate.

Ogni volta che lo si andava a trovare a casa sua, con orgoglio ma senza alcuna vanità, mostrava le straordinarie avventure alpinistiche portate a termine e tirava fuori cartine, appunti, fotografie. Era sempre pronto a consigliare nuove cime da raggiungere, senza lesinare informazioni sulle difficoltà, sulla pericolosità di alcuni tratti e sulle attenzioni da adottare per evitare spiacevoli incidenti. Gli ultimissimi mesi sono stati certamente i più difficili, ma li ha affrontati con il morale sempre alto, voleva tornare a camminare quanto prima! A pochi giorni dal suo 97° compleanno, Giancarlo ci ha lasciati […] un uomo speciale, d’altri tempi, capace di conquistare l’affetto e la stima di tutti.

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