(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Dove vi porto oggi? In un prestigioso palazzo nobiliare? In un teatro? In una sede storica di un’importante associazione? Nulla di tutto questo, non ci crederete ma vi sto conducendo all’interno di un’abitazione di… Germignaga!
[…] Esternamente nulla lascia minimamente immaginare ciò che si comincia a vedere una volta varcata la porta d’ingresso che consente l’accesso alla scala interna (vedi foto di copertina, ndr): una pavimentazione a scacchiera in piastrelle quadrate di cemento rosse e bianche conduce all’antica scala con soglie in serizzo, munita di una pregevole ringhiera in ferro battuto. Ai lati, invece, policrome decorazioni simulano preziosi marmi.
Ma è salendo che si iniziano ad intravedere delle pitture ornamentali decisamente interessanti sui plafoni e alle volte: motivi zoomorfi composti da grifoni alati e fregi vegetali dipinti su uno sfondo blu intenso, decorazioni realizzate con la tecnica pittorica detta “grisaille” per rendere l’effetto del bassorilievo, con volute, fregi e un mascherone grottesco, tutti elementi tipici dei periodi neoclassico e barocco.
Altrettanto spettacolari sono le decorazioni presenti all’interno dell’appartamento con un soffitto in stile liberty o art nouveau, caratterizzato da linee sinuose e variopinti motivi floreali e un altro salone con un plafone riccamente incorniciato da una gradevole ghirlanda, uno sfondo a motivi riquadrati di colore azzurro, a ricordare un soffitto a cassettoni e nei quattro angoli differenti medaglioni illustrati, ognuno di essi con simbologie differenti: un compasso con degli attrezzi da muratore e un libro con la scritta “Lavoro”, un altro con attrezzature da disegno e una tavolozza da pittore e gli altri due a tematica musicale, uno con due violini, una lira e uno spartito e l’altro con due strumenti a fiato, una cetra e due festoni con i nomi dei compositori Verdi e Rossini. Quest’ultimo è un indizio importante per attestare una probabile esecuzione di queste decorazioni fra la seconda metà e la fine dell’800 oppure i primissimi anni del ’900.
Quale decoratore può averle realizzate non sarà certamente semplice scoprirlo, chiedo però ad eventuali esperti dell’argomento di fornire, senza alcun timore, eventuali nomi. Ad oggi non conosco nemmeno chi fu il committente di queste notevoli decorazioni in quanto la proprietà censuaria è cambiata più volte nel corso degli anni. L’immobile infatti risulta già censito nel Catasto Teresiano compilato nel 1722 e conseguentemente edificato almeno tre secoli fa. Il proprietario doveva comunque essere un benestante oppure un amante delle arti, viste le tematiche illustrate e probabilmente da lui richieste.
Di certo, sono ancora molte le cose da scoprire in merito a questa interessante dimora, per cui, in attesa dei risultati di più approfondite ricerche, intanto godetevi qualche immagine di dettaglio: una bella sorpresa, no? Un particolare ringraziamento agli attuali proprietari che mi hanno invitato a venire a visitarlo e autorizzato la pubblicazione di queste immagini.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0