(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) In questi giorni la Fiamma Olimpica arrivata a Roma il 6 dicembre scorso sta percorrendo il lungo itinerario nei luoghi più significativi della nostra penisola.
Itinerario che si concluderà il 6 febbraio 2026 presso lo stadio di San Siro a Milano con la cerimonia ufficiale di apertura dei XXV giochi Olimpici invernali, assegnati per la prima volta in assoluto a due città in forma congiunta, Milano e Cortina d’Ampezzo. Per quest’ultima località si tratta di un bis, avendo già ospitato l’Olimpiade invernale del 1956.
Una seconda Olimpiade invernale italiana si svolse nel 2006 e fu assegnata alla città di Torino, mentre per quanto riguarda i giochi Olimpici estivi, l’unico precedente italiano rimane ancora l’ormai datata edizione numero 17 del 1960 organizzata nella città di Roma.
Forse non tutti sanno che in occasione di quell’edizione romana di sessantacinque anni fa, la Fiamma Olimpica transitò nel suo itinerario pure a Germignaga e furono addirittura dei germignaghesi ad avere l’onore di portarla ed accompagnarla per un certo tratto. Questo memorabile evento avvenne alcuni mesi prima e precisamente venerdì 11 settembre 1959.
Le cronache dell’epoca ci dicono che la fiaccola con il sacro fuoco acceso ad Olimpia arrivò nei nostri territori da Varese, passando poi per Ponte Tresa e Cremenaga. Qui la prese un giovanissimo Roberto Castano, allievo e nipote del più titolato podista luinese Renato Braghini (campione Italiano di maratona nel 1948 con il tempo di 2 ore 46 minuti e 55 secondi) e che attendeva a Creva l’arrivo del giovane parente.
Braghini portò la fiaccola nel tratto luinese anticipato da Polizia stradale, Carabinieri motociclisti, seguito dall’automobile ufficiale del C.O.N.I. e da una rombante scorta di alcuni centauri del Motoclub Luino. Arrivato in Piazza Libertà il corteo prese il lungolago di viale Dante Alighieri per dirigersi fra due ali di folla festante verso Germignaga, dove ad attendere l’arrivo al ponte sul fiume Tresa c’era un’altro giovanissimo tedoforo, questa volta germignaghese: Marco Riva! Ebbe lui l’onore di portare per qualche chilometro questo prestigioso simbolo fino al confine con il territorio di Porto Valtravaglia dove sarebbe avvenuto il prossimo passaggio.
Insieme a Marco Riva c’erano di scorta altri quattro giovani germignaghesi: Giulio Cattel, Bruno Valzoni, Gianni Ratti e Carluccio Cerinotti. Per tutti loro fu certamente una giornata da ricordare, così come per i molti spettatori di quell’indimenticabile passaggio. Chissà che qualcuno di questi (o più probabilmente i loro parenti), non conservi un’immagine fotografica di quel giorno… Sarebbe proprio un bel regalo di Natale per tutti!
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0