L’amministrazione Ielmini nel 2017 era a conoscenza dei problemi di agibilità dei locali di Villa Frua che ospitano gli archivi, e se avesse dato seguito a un progetto per trasferire gli archivi in un edificio di proprietà pubblica in via Battisti, oggi l’amministrazione Civitas non avrebbe dovuto affrontare la medesima criticità, investendo un milione di euro in un nuovo progetto. Così il sindaco di Laveno, Luca Santagostino, durante l’ultimo consiglio comunale, ha riaperto il confronto sul tanto discusso progetto della sua maggioranza per la messa in sicurezza della biblioteca rispetto alle norme antincendio.
L’occasione è arrivata con una mozione dei gruppi Centrosinistra e Indipendenti finalizzata a rivedere i punti del progetto relativi alla ridistribuzione degli spazi della biblioteca in funzione della riapertura. «Non siamo convinti che gli uffici siano stati coinvolti nelle decisioni sul progetto», ha spiegato il consigliere Francesco Anania nel presentare il documento.
Ma il confronto sui dettagli del piano non si riaprirà: il primo lotto dei lavori è stato completato, il secondo è stato rivisto per ridurre gli oneri e razionalizzare gli spazi: tutto il piano terra di Villa Frua sarà della biblioteca, e al piano inferiore verrà creata un’area archivio dove poter consultare i volumi, una parte dei quali dovrà essere necessariamente spostata dalla sede del municipio per rispettare la normativa antincendio. Ma i servizi della biblioteca, ha assicurato Santagostino, non verranno ridotti.
La soluzione del secondo lotto è stata accolta con favore, ha spiegato il sindaco, da tutti gli addetti ai lavori. E’ però sulle ragioni e sulle responsabilità che hanno portato alla chiusura della biblioteca e al piano per l’adeguamento alle norme antincendio, che lo scontro tra minoranza e maggioranza si è riaperto dopo il botta e risposta estivo. E a quel punto Santagostino ha reso pubblici i documenti che gli darebbero ragione: «Il problema dell’inagibilità di Villa Frua era noto in Comune già nel 2017, ma non è stato reso noto a Civitas quando l’amministrazione si è insediata e ha chiesto agli uffici le relazioni di inizio mandato». Poi il primo cittadino ha proiettato un filmato dell’edificio di via Battisti – oggi in disuso – che nel 2017 il Comune aveva intenzione di riqualificare per riunire in un unico posto tutti gli archivi comunali, e che già prima, nel 2008, l’amministrazione Giacon avrebbe voluto riportare alla sua funzione originaria di “biblioteca, sala studio, ludoteca e uffici comunali”.
«Per le progettazioni vennero spesi in tutto 48 mila euro ma non se ne fece nulla – ha aggiunto Santagostino – Quell’immobile dichiarato inagibile poco dopo il nostro insediamento, non era in realtà inagibile. Bastava sistemare il tetto per risolvere il problema delle infiltrazioni d’acqua». Se il progetto dell’amministrazione in carica nel 2017, di cui faceva parte l’attuale gruppo consiliare di Centrosinistra, fosse stato completato, oggi – è il ragionamento del sindaco – il problema della biblioteca non esisterebbe.
«Le cose vanno dichiarate al momento opportuno», ha rilanciato ancora il sindaco rivolto al Centrosinistra. La discussione, polemiche a parte, si è risolta in modo costruttivo, perché la mozione delle minoranze incentrata sulla creazione di un tavolo di lavoro dedicato alla biblioteca comunale è stata approvata con un emendamento proposto da Civitas: il tavolo di lavoro sarà sostituito dalla creazione di una Commissione Biblioteca che avrà il compito di supportare amministrazione comunale e uffici nella futura gestione della biblioteca stessa.
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