Varese | 9 Luglio 2025

Polizia del Medio Verbano, gestione dei soldi: il pm chiede l’assoluzione per Ballardin

Il sindaco di Brenta, presidente dell'Unione Comuni del Medio Verbano all'epoca dei fatti, è a processo per falso e favoreggiamento. «Tirato in mezzo suo malgrado». Chiesti 3 anni per l'ex comandante

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Il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione per il sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, a processo in tribunale a Varese per falso e favoreggiamento in relazione alla gestione dei soldi del Comando di polizia locale appartenente all’Unione dei Comuni del Medio Verbano, ente di cui Ballardin era presidente all’epoca dei fatti, risalenti a dieci anni fa.

«E’ stato tirato in mezzo suo malgrado», ha affermato in aula il pm, durante la sua requisitoria. Lo riporta oggi il quotidiano La Prealpina. Proprio al quotidiano locale Ballardin ha affidato il suo sfogo, a seguito dell’udienza: «Dieci anni di sofferenza e non è ancora finita». Il verdetto arriverà infatti il prossimo 7 ottobre.

Quel giorno i giudici dovranno pronunciarsi anche in merito alla posizione del secondo imputato, l’ex comandante della polizia del Medio Verbano, Ettore Bezzolato, accusato di peculato, concussione, abuso d’ufficio (reato abrogato) e falso, nel contesto della gestione dei soldi della cassa economale dell’ente, delle multe e per i servizi di vigilanza notturna alle feste di paese. Per lui il pubblico ministero ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione, ma solo per gli episodi legati al reato di peculato. «Trattava il denaro ricevuto come se fosse cosa propria», ha sottolineato il pm rispetto alla posizione dell’ex comandante.

Il sindaco di Brenta era finito sotto inchiesta per una busta contenente poco più di 1.600 euro. Soldi relativi all’attività del Comando e che, secondo la tesi accusatoria, solo dopo la segnalazione di un ammanco sarebbero ricomparsi in una busta, fatta ritrovare dai due imputati e alla quale l’ex presidente dell’Unione aveva allegato una lettera per specificare la provenienza del denaro.

In una precedente udienza sia Ballardin che Bezzolato avevano respinto le accuse. Il sindaco di Brenta aveva affermato di aver agito nell’interesse dell’ente, e che il suo gesto era stato male interpretato. Bezzolato invece aveva affermato di non aver mai utilizzato per scopi personali i soldi dell’ente, e di essere stato vittima di omissioni nell’attività di controllo sui conti del Comando. Secondo la sua versione, i soldi al centro della vicenda non erano mai usciti dagli uffici, perquisiti solo in parte nel corso delle indagini, a detta dell’imputato. Gli avvocati difensori hanno formulato le richieste di assoluzione, ribadendo la correttezza nell’operato dei due imputati. Il pm, sempre in merito alle accuse, ha specificato che «non sono emersi elementi che dimostrino un accordo per sviare le indagini».

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