Nel corso degli ultimi giorni, una serie di commenti e prese di posizione hanno acceso il dibattito pubblico a Germignaga e Luino, in seguito a un intervento di sfalcio e rimozione della vegetazione spontanea lungo la sponda luinese del fiume Tresa, di fronte alla zona del Boschetto. A sollevare la questione, inizialmente, è stato il gruppo di minoranza Germignaga Civica 2024, tramite un post pubblicato dal capogruppo Giovanni Corbellini sulla pagina Facebook ufficiale.
Nel messaggio, Corbellini lamenta quello che definisce un “taglio a raso” effettuato “nell’assordante silenzio generale”, proprio in un momento delicato per la fauna locale, in pieno periodo riproduttivo. Secondo il gruppo di minoranza si tratta di un «intervento privo di logica e utilità, che potrebbe avere come risultato l’esposizione di “cadenti capannoni” appartenenti all’ex area Ratti, ormai in stato di abbandono da decenni».
Corbellini sottolinea come il programma di Germignaga Civica includesse già una visione chiara per la tutela dell’area, posizione espressa anche nel consiglio comunale e ribadita pubblicamente il 9 febbraio. «Poco importa chi abbia autorizzato lo scellerato taglio – scrive il consigliere – la realtà è che sul nostro territorio tutti fanno quello che vogliono».
A fare eco alle critiche del gruppo consiliare è intervenuto anche Fabio Saporetti, naturalista e storico attivista locale, tra i fondatori del Gruppo Insubrico di Ornitologia. Da anni impegnato nella difesa dell’ecosistema della foce del Tresa, Saporetti ha commentato con amarezza la situazione attuale: «Un panorama edificante di distruzione», scrive con tono ironico, sottolineando come la vegetazione sia stata completamente rimossa al di fuori del muro perimetrale dell’ex-stabilimento.
Il naturalista denuncia apertamente quella che definisce una costante tendenza alla «eliminazione di ogni traccia di naturalità», lamentando la mancanza di una visione ambientale condivisa e strutturata per l’area. Le sue parole si inseriscono in un contesto di crescente preoccupazione da parte di chi, da anni, segue l’evoluzione di questa zona di pregio naturalistico.
Secondo quanto è stato possibile appurare, l’intervento è stato autorizzato da Regione Lombardia, mentre AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), ente competente in materia di gestione idraulica dei corsi d’acqua, che rilascia il parere di competenza in materia di idraulica. La richiesta sarebbe pervenuta da un imprenditore privato, che ha eseguito un’opera di manutenzione del verde. I Comuni di Germignaga e Luino, così come Provincia di Varese, non risulterebbero coinvolti né competenti in questa specifica operazione.
La vicenda solleva tuttavia diversi interrogativi in merito alla gestione, politica e sociale, e alla tutela di aree sensibili dal punto di vista ecologico. Nel post pubblicato su Facebook, Corbellini critica anche quello che definisce «il solito pilatesco lavarsi le mani» da parte delle istituzioni. A suo dire, la questione va oltre il singolo episodio e si inserisce in un quadro più ampio di disattenzione nei confronti del territorio.
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