Proseguono senza sosta i lavori relativi al progetto italo-svizzero INTERREG “A cavallo del Fiume Tresa: prevenzione e gestione comune delle emergenze”, (qui i dettagli) volti alla messa in sicurezza del territorio in materia di dissesto idrogeologico.
Anzi, gli interventi di carattere idraulico per stabilizzare il fondo dell’alveo nel tratto del fiume in corrispondenza del piede della frana risalente ai primi anni Duemila che, in questa prima fase che ha interessato gennaio e febbraio, sono di competenza di AIPo (Agenzia Interregionale per il Fiume Po), sono già stati completati al 50% e saranno seguiti da ulteriori interventi di competenza invece di UCA (Ufficio dei Corsi d’Acqua del Cantone Ticino).
Nel frattempo, grazie alla concessione di una proroga, il termine dei lavori è stato fissato nell’agosto 2023, mentre ad AIPo è stato concesso anche un finanziamento per il monitoraggio della fauna ittica, grazie ad una tranche di poco meno di 100mila euro come attività post progetto.
Gli interventi sono iniziati con la creazione della difesa spondale sul versante italiano a Cremenaga, ora terminata. Successivamente sono stati realizzati la pista di accesso al cantiere che dalla strada Anas SS 344dir porta al greto del corso d’acqua e un guado, che non ha avuto nessun tipo di impatto sulla qualità delle acque e sul transito della portata, rispondendo in pieno alle indicazioni di AIPo e dell’Ufficio Corsi d’Acqua.
Rispetto alla previsione progettuale c’è stata una cura particolare nell’esecuzione per evitare ogni possibile contaminazione che potrebbe accadere quando si seguono lavori con sostanze come il calcestruzzo quindi, benché sia un’opera provvisionale, che verrà rimossa al termine dei lavori, è stata realizzata con un criterio di salvaguardia e non è stato rilasciato nulla in acqua. Durante la realizzazione il manufatto in calcestruzzo è stato ben casserato, protetto con una tura a monte e a valle per lavorare completamente all’asciutto. Al termine del lavoro l’apertura della tura per il rilascio dell’acqua è avvenuta a maturazione del calcestruzzo, operando a regola d’arte.
È stato inoltre effettuato un allargamento a 20 metri della sezione dell’alveo nel punto per la realizzazione della pista dei cantieri stessi, con lo sbancamento della porzione di terreno dove posare la scogliera, e la pista stessa per la movimentazione dei camion per il trasporto del materiale, larga 5-6 metri e lunga circa 130 metri. L’altezza di questo manufatto è dovuta anche alla sua funzione di tura finalizzata a consentire la deviazione delle acque per poter lavorare in asciutta nelle aree di intervento mentre l’acqua continua a scorrere nel resto del fiume nei rimanenti 15 metri.
Posati, poi, i primi 20 metri di posa dei massi per la difesa spondale sul versante lato svizzero (sul lato italiano esiste già una scogliera realizzata dalla Provincia di Varese) per i quali sono stati precedentemente realizzati lo scavo e lo sbancamento indicati in precedenza mentre, a causa della portata dell’acqua si è reso necessario creare un canale di scolo e si sta concludendo il tratto a valle del torrente Lisora. La difesa spondale sul versante svizzero terminerà in circa 2-3 settimane e successivamente si passerà alla realizzazione della rampa dinamica con la posa dei massi.
Tutti questi interventi sono possibili grazie alla costante regolazione delle portate acquee che avviene a monte da parte di UCA, che in questo periodo sono intorno ai 15, 18 m³ al secondo, in condivisione con l’impresa.
Per seguire lo sviluppo dei lavori, ogni due settimane vengono realizzate in cantiere le riunioni di coordinamento alla presenza, oltre che di AIPo, dei progettisti e dell’impresa, di UCA, dell’Ufficio caccia e pesca, di Ecocontrol, del Comune di Tresa, del Consorzio dei pozzi di captazione dell’acqua potabile del Malcantone, oltre alla presenza saltuaria delle associazioni sportive che utilizzano il fiume, in modo che abbiano le dovute informazioni.
Gli interventi di competenza di AIPo termineranno nel mese di marzo, poi seguiranno gli interventi di competenza di UCA. Il completamento di tutte le opere e di tutte le attività, come da proroga, è previsto per il 23 di agosto.
La proroga concessa dall’Autorità di Gestione INTERREG riguarda anche l’intervento di carattere geologico allo scopo di realizzare un sistema di monitoraggio della frana di Cadegliano Viconago di competenza di Provincia di Varese e della Comunità Montana del Piambello, che consenta anche la definizione di un protocollo operativo transfrontaliero per la gestione di situazioni di crisi.
Il 2022 è stato un anno siccitoso, perciò a causa della mancanza di pioggia non è stato possibile raccogliere una mole di dati significativa e di qualità, a seconda delle variazioni stagionali, necessaria per implementare un modello previsionale. Si conta su una primavera piovosa per recuperare le informazioni e terminare il monitoraggio.
Riguardo il monitoraggio della fauna ittica come intervento post progetto, è in fase di definizione la proposta progettuale. Lo scopo dell’attività sarà di verificare che la presenza delle opere che si stanno eseguendo in alveo non si ripercuota in maniera significativa sull’attività migratoria dei pesci. Durante il periodo del monitoraggio, che sarà di circa quattro mesi, verranno scelti alcuni pesci a campione che verranno dotati di un emettitore di segnale. Il segnale consentirà di verificarne i movimenti e le migrazioni lungo il corso d’acqua.
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