(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) Questa settimana molti telegiornali hanno comunicato la notizia della scomparsa di suor Paola, una religiosa diventata celebre per la sua passione riguardo al calcio e soprattutto per la squadra della Lazio, grazie alla sua partecipazione durata oltre un decennio nella trasmissione televisiva “Quelli che il calcio”.
Una popolarità che la suora ha sfruttato a fin di bene, avendo poi usufruito di questa vetrina per promuovere iniziative ed aiutare i più bisognosi. Il sorriso sempre presente sul suo volto e i toni sempre pacati e gentili, furono ben presto apprezzati da molti e l’iniziale scetticismo scomparve.
Questo suo sorriso mi ha fatto ricordare un’altra suora che a Germignaga ha trascorso molti anni: suor Lina Maria Corradini, di cui proprio pochi giorni fa, il 28 marzo, ricorrevano gli 11 anni dalla scomparsa.
Con i bambini della scuola materna aveva un’attenzione e un affetto particolari, ma pure con quelli più grandicelli ci sapeva fare. Inevitabilmente con i suoi modi conquistava anche i genitori e avvenne così per tutti gli anni trascorsi nell’asilo di Germignaga, mai dimenticato neanche negli ultimi anni di vita trascorsi a Besozzo.
Meno presente a Germignaga, ma nativa del nostro paese, suor Livia Giobelli, nata nel 1920 ed entrata a far parte delle Figlie della Carità, dette anche Canossiane nel 1946. Nel 1951 partì per l’India e vi rimase fino alla sua morte avvenuta il 15 febbraio del 2003 operando principalmente con i lebbrosi.
Per fare questo, gestì un’apposita clinica e la dotò di 10 unità mobili, permettendo così di assistere i molti ammalati presenti in zone molto disagiate dell’India. Questo suo grande impegno le valse il soprannome di “Madre Teresa Canossiana” ma soprattutto la stima e la riconoscenza di migliaia di persone da lei salvate nel corso di molti anni. Nel collage fotografico allegato (vedi foto di copertina, ndr): a sinistra, una delle rare immagini di suor Livia Giobelli, al centro suor Lina ritratta dall’abile mano di Giancarlo Bertonotti e ancora lei nell’immagine più a destra, intenta a far divertire grandi e piccini.
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