Germignaga | 3 Aprile 2026

“Germignaga, ricordi dal passato”, la tradizione della processione del Venerdì Santo

Tra figuranti in costume, fiaccole e centurioni a cavallo, si ripete anche questa sera una tradizione secolare che resistette persino ai volantini anticlericali del 1908

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(di Renzo Fazio da “Germignaga, ricordi dal passato”)  Da sempre la processione del Venerdì Santo a Germignaga si contraddistingue per la scenografica rappresentazione che viene preparata per questa occasione: figuranti in costume, fiaccole, lumini, immagini sacre e allestimenti in diversi angoli del paese, l’accompagnamento musicale della Banda al simulacro del Cristo morto portato a spalla dai Confratelli del S.S. Sacramento, sono solo alcuni di quelli arrivati fino ai giorni nostri.

In passato c’erano addirittura centurioni a cavallo fra le diverse centinaia di figuranti e dietro al Cristo morto e veniva portato pure il gruppo statuario delle tre Marie acquistato nel 1841.

Un grande crocione veniva appeso a tre metri da terra ad una corda tesa fra i due lati della strada, era realizzato con una intelaiatura di legno ricoperta di tela. All’interno del crocione, alcune lampadine illuminavano i simboli della Passione che erano applicati ai due fronti.

Intorno alla fine dell’800 questa rappresentazione cominciò però ad essere bersaglio di critiche da parte del movimento anticlericale che ormai da qualche anno si andava espandendo e su alcuni giornali politicamente vicini a questo schieramento cominciarono ad essere pubblicati articoli fortemente denigratori a riguardo.

Ad esempio, a seguito della processione che si svolse il 31 marzo 1893 così scriveva un anonimo corrispondente su un giornale varesino:

«A Germignaga c’è ancora l’usanza medievale di far la processione del Venerdì santo. E’ una festa – la chiamo così perchè non saprei chiamarla diversamente – che si fa di sera e dalla quale gli osti traggono un profitto considerevolissimo. Descrivere questa caratteristica processione è cosa assai difficile. Bisogna figurarsi un lungo corteo di giovanette truccate da Veroniche, da Maddalene, da Marie, da Bersabee, da re Erodi, Pilati, Caifassi… insomma pigliate la storia sacra e troverete tutti i nomi che occorrono a completar la fila e che io non so ricordare. Lunghe file di bambine portano dei quadretti, staccati dalle pareti domestiche, recanti immagini di santi: altre portano gli arnesi di tortura, cioè a dire gli emblemi della passione; la scala, le tenaglie, la spugna, un guanto da sciabola imbottito figurante la mano che colpì il redentore. Poi viene una Giuditta con tanto di sciabolone della Guardia Nazionale: Poi un’altra Giuditta con uno sciabolotto di legno, poi un catafalco sul quale pare ci debba essere il corpo di Gesù. Il tutto contornato, intersecato da beghine con ceri e candelotti, da preti, musica, ecc. ecc. Un vero pandemonio che ricorda i tempi di Roma pagana. Il paese in questa circostanza, è quasi tutto illuminato a palloncini e per le vie c’è una tal folla, venuta da tutti i dintorni, che è quasi impossibile la circolazione. Nelle osterie poi, bazza a chi può essere servito dopo mezz’ora d’aspetto. Io che inclino molto al filosofare, mi sono sentito muovere a compassione per quelle povere ragazze rappresentanti le celebrità del nuovo testamento, obbligate a star per qualche ora in una determinata posa per sostener bene la propria parte; ma ho dedotto che qui gli osti devono essere molto furbi ed i preti altrettanto… Quanto al resto della popolazione… via, chi si contenta gode!».

Il culmine però arrivò quindici anni più tardi quando, in occasione del Venerdì Santo del 17 aprile 1908, ad inizio settimana vennero distribuiti fra la popolazione centinaia di volantini nei quali veniva esplicitamente richiesto di non partecipare alla processione e addirittura di richiederne l’abolizione.

L’agitazione che si creò in paese portò il Sindaco di allora ad emanare un’ordinanza in cui venne richiesto di anticipare al tardo pomeriggio lo svolgimento della processione, anzichè in serata. Quando il Parroco rese nota ai fedeli l’ordinanza, gli animi si scaldarono ancora di più. Il risultato finale fu però esattamente il contrario di quanto auspicato dai reazionari, come attestato da un’altra corrispondenza dell’epoca:

«Ci telegrafano da GERMIGNAGA, 17 notte: (l.c.) La tradizionale processione del Venerdì Santo si è tenuta, malgrado tutti gli sforzi del partito anticlericale che, come già vi iscrissi, aveva fatto di tutto perchè non potesse svolgersi liberamente, ed all’uopo aveva anche provveduti alla stampa di un foglietto volante. La processione, incominciata alle ore 18 si svolse con ordine perfettissimo, benchè i partecipanti fossero oltre duemila. Il concorso degli abitanti dei paesi vicini fu stragrande e l’illuminazione nelle vie principali veramente splendida. La serata è trascorsa lieta e tranquilla malgrado le minacce di soqquadro di pochi malintenzionati».

Questa sera il rito si ripeterà, mantendo lo stesso programma delle ultime edizioni, con l’inizio della cerimonia all’esterno della chiesa di San Carlo alle ore 20:45 a cui farà seguito, dopo la deposizione del Cristo dalla croce, l’avvio della processione.

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