Germignaga | 24 Aprile 2026

Germignaga riscopre il “pan mejn”, dolce della tradizione legato a San Giorgio

Tra memorie locali e racconti popolari riaffiora un’antica ricetta quasi dimenticata, legata al 23 aprile e alla festa di San Giorgio, simbolo della cultura gastronomica del territorio

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(di Renzo Fazio per “Germignaga, ricordi dal passato.“) Anche Germignaga ha le sue tradizioni gastronomiche: le più conosciute sono certamente quelle legate all’agone, fritto o in carpione abitualmente offerto nell’ormai pluridecennale sagra che ogni anno viene organizzata in corrispondenza della festività di San Pietro e quella del croccante di mandorle preparato alla prima domenica di ottobre in occasione della festa della Madonna del Rosario e sempre presente sul tavolo “dell’incanto” organizzato al termine della processione.

Ce n’erano però sicuramente altre andate però purtroppo nel dimenticatoio, o quasi… una di queste veniva solitamente preparata ogni 23 aprile, giorno in cui il calendario ricorda San Giorgio e nel quale un tempo secondo la tradizione venivano siglati gli accordi inerenti la fornitura del latte fresco da parte degli allevatori, oppure, secondo un’altra leggenda, per festeggiare la cacciata dei briganti che nel XIV secolo saccheggiavano le popolazioni nei dintorni di Milano.

Ne ho trovata traccia in alcune memorie raccolte dagli alunni delle scuole medie di Germignaga nell’anno scolastico 1995/1996 fra gli ultrasettantenni di allora e riportate in un opuscolo. In un trafiletto dedicato ai divertimenti e ai dolci, un non meglio identificato “E.D.” ricordava: «Avevamo il “pan mein” e il “pan giardin” tipici del paese, di pane giallo».

Il “pan mejn” o “pan de mej” o “pan meino” originariamente erano delle pagnottine soffici preparate dai fornai con farina di mais grossolana e farina di miglio a cui venivano aggiunti fiori di sambuco essicati, oltre naturalmente a uova, burro e zucchero.

In diversi paesi della Lombardia venivano poi distribuite per essere consumate inzuppate nella panna fresca in occasione della festività di San Giorgio.

Invece doveva certamente essere “pan gialdin” (pan giallino) e non “giardin” la seconda denominazione riportata nella memoria citata, altro nome con cui è chiamato questo dolce, per via del caratteristico colore giallo.

Qualcuno ieri lo avrà preparato ancora o quantomeno trovato in qualche panetteria o pasticceria locale?

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