(di Renzo Fazio da “Germignaga, ricordi dal passato”) Esattamente venticinque anni fa, due incendi, presumibilmente di origine dolosa, provocarono gravi danni all’antica chiesa di San Giovanni presso il nostro cimitero.
Il primo episodio avvenne il 25 marzo 2001: al mattino intorno alle ore 8:00 qualcuno vide un denso fumo uscire dalla chiesa. Avvertiti i Vigili del Fuoco, immediatamente arrivò un automezzo del distaccamento di Luino a cui ne seguì un altro arrivato da Varese.
Dopo circa un’ora si riuscì a domare le fiamme che si erano sviluppate nel deposito adiacente la sacrestia, utilizzato per conservare ceri e candele. Fortunatamente non si registrarono particolari danni alle strutture, ma il fumo aveva invaso tutta la chiesa.
Esattamente due settimane dopo, l’8 aprile 2001 un nuovo incendio si sviluppò all’interno, ma anche questa volta il pronto intervento dei pompieri limitò i danni.
Se nel primo caso non furono sollevati molti interrogativi, al ripetersi del medesimo episodio dopo così pochi giorni, il sospetto di trovarsi di fronte a un gesto sacrilego o di un piromane locale, cominciò a diventare plausibile.
Il denso fumo intriso delle sostanze rilasciate dalle candele e dagli altri materiali nel corso dei due incendi ricoprì di una spessa cortina nerastra qualsiasi punto della chiesa e tutto il suo contenuto.
I sopralluoghi che seguirono nelle settimane seguenti non poterono che confermare la necessità di un importante e oneroso intervento di restauro con l’inevitabile indisponibilità dell’edificio fino a lavori conclusi.
I tempi per ottenere le necessarie autorizzazioni, la predisposizione di un progetto esecutivo articolato e complesso, il reperimento delle somme necessarie per attuarlo, ma soprattutto un impegnativo e lungo lavoro di pulizia e restauro resero la chiesa inagibile per oltre nove anni. Fu riaperta al culto e all’accesso dei fedeli solamente il 24 giugno 2010, giorno in cui avvenne il rito della Benedizione presieduto da Sua Eccellenza Mons. Luigi Stucchi, Vicario Episcopale.
Nonostante tutto qualcosa di positivo comunque avvenne: grazie ad alcuni sondaggi stratigrafici preventivamente effettuati dal restauratore in diversi punti delle pareti, ritornarono alla luce le decorazioni settecentesche rimaste per molti anni coperte da tinteggiature non appropriate. Riapparirono pure le figure affrescate di alcuni Santi, originariamente presenti su dei pilastri in prossimità dell’altare principale.
Nel collage fotografico allegato, tre immagini scattate all’interno della chiesa dopo gli avvenuti incendi.
Notizie e fotografie tratte dal mio libro “La Vergine dimenticata – storia di un affresco ritrovato e della chiesa che lo celava” pubblicato nel 2025 dall’Associazione “ra Fiùmm” di Germignaga.
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