Masciago Primo | 9 Settembre 2024

Valcuvia, la Comunità Pastorale inizia il nuovo anno con tre feste patronali

L’anno pastorale in valle si è aperto con la festa del SS. Nome di Maria a Masciago Primo, celebrata ieri. Una festa sentita e “più forte della pioggia”

comunità pastorale valcuvia
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(di Cesi Colli) Nella nostra Comunità Pastorale “Gesù Misericordioso”, che comprende le parrocchie di Bedero, Rancio, Ferrera, Masciago e Cassano nelle Valli Varesine, l’inizio dell’Anno Pastorale coincide con ben tre feste patronali in onore della Beata Vergine Maria.

La prima è stata a Masciago Primo il 9 settembre, dedicata al Santissimo Nome di Maria, che sarà seguita da Bedero e Rancio che celebreranno la Madonna del Rosario. È motivo di fiducia avviare con Maria il nuovo Anno Pastorale. È motivo di gioia vivere con lei la festa patronale nei nostri paesi.

Svegliarsi, però, al mattino della festa dedicata al S.S. Nome di Maria a Masciago e trovare una giornata autunnale, piovosa e col cielo grigio,  soprattutto dopo un’estate così terribile a causa di afa e caldo, può certo dispiacere, ma non ha fermato la creatività dei masciaghesi, che hanno ugualmente onorato la loro Madonna, rendendo più intensi i momenti di preghiera e quelli comunitari.

Hanno pensato: “Forse che la pioggia in questo giorno di festa non può essere stata una benedizione della Madonna perché la terra arsa dalla calura ha bisogno di acqua?”. E la festa è stata più forte della pioggia

Questa solennità mariana ci è stata tramandata da chi ci ha preceduto e ancora oggi raccontiamo fedelmente quanto ci hanno consegnato, anche se di volta in volta cerchiamo di innovare, rielaborare, migliorare. La cultura dalla quale deriviamo e alla quale siamo chiamati a dare nuova forma è, infatti, ciò di cui non possiamo fare a meno.

Gli archivi parrocchiali di Masciago Primo raccontano la nascita della Festa a Maria, voluta dalla profonda fede degli abitanti del paese. Acquistata la statua, all’inizio del secolo scorso, infatti, i masciaghesi decisero di indire ad perpetuum questa festa in onore della Madonna, lasciandone memoria in un documento racchiuso nella testa della statua. Questa per i masciaghesi è la festa per eccellenza, ben più importante di quella patronale, dedicata a S. Agnese. Probabilmente perché il clima a settembre è più favorevole alle celebrazioni, mentre la ricorrenza di S. Agnese nel mese di gennaio era ed è soggetta alla rigidità del clima.

Il Triduo ha preceduto la Festa, momento di preghiera e meditazione di tutta la comunità, perché con la sua vita Maria ci aiuti diventare discepoli di Gesù.

Domenica, durante la S. Messa solenne in onore di Maria, si è avuta la tradizionale offerta dei canestri. I masciaghesi sono sempre molto generosi. Oltre alle offerte raccolte dai volontari che hanno bussato di casa in casa nei giorni precedenti la festa, molti sono i cesti ricolmi di doni che hanno portato in chiesa e che poi, messi all’asta nel pomeriggio, sono stati ceduti al miglior offerente. Il denaro così ricavato servirà per le opere caritative della parrocchia.

Non poteva mancare un momento conviviale di conoscenza, incontro e condivisione. Nel nostro paese la tradizione del ritrovarsi in compagnia durante le feste e condividere un ottimo pasto è un rito consolidato e così domenica a mezzogiorno ci si è ritrovati a pranzare insieme: un grazie ai cuochi e ai volontari della Promo Masciago Primo. Attorno alla tavola si mangia e al tempo stesso si dialoga, si mettono insieme esperienze e differenze. Attraverso il cibo passano gusti e sapori, ma anche storie e saperi, si condividono esperienze personali insieme a quelle della collettività.

Purtroppo il sole non si è fatto vedere, così non abbiamo potuto camminare con Maria per le strade del paese, ma la abbiamo pregata intensamente in chiesa. È stato molto significativo perché, come ha detto il nostro parroco, don Enrico Broggini, “in questo anno della preghiera che il Papa ha indetto in preparazione dell’Anno Santo del 2025, nessuno come Maria ci è maestra di preghiera perché, come dice il Vangelo, Ella custodiva tutte le cose meditandole nel suo cuore. Mettiamoci a questa scuola per crescere sempre più nel nostro rapporto di amore con Dio che ama dialogare con noi”.

Lunedì sera la S. Messa celebrata per i defunti ci ha unito a tutti coloro che hanno da sempre amato e vissuto questa festa, nella certezza cha la promessa di Dio ci assicura che tutta la loro realtà è entrata in una vita nuova, trasformata, che li ha resi presenti sull’altare.

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