Masciago Primo | 11 Settembre 2023

Masciago Primo in festa per la “sua” Madonna

Il paese ha celebrato la festa patronale dedicata alla Vergine con tanti momenti che hanno coinvolto tutta la comunità, anche nel sostegno economico alla realizzazione del nuovo altare per la chiesa

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(di Cesi Colli) Masciago Primo, il più piccolo dei cinque paesi che fanno parte della Comunità Pastorale “Gesù Misericordioso”, la seconda domenica di settembre si è raccolto intorno alla sua “Madonna” per rinnovare la devozione al suo Santissimo Nome, come fa ormai da più di cento anni.

È una tradizione che ha gelosamente conservato e tramandato, che racchiude un patrimonio prezioso di valori che le nuove generazioni non vogliono dissipare, ma rilanciare e rivitalizzare.

Fare festa è diventato così sia motivo per custodire una memoria, sia occasione per aprire strade nuove da percorrere insieme perché per i masciaghesi la Vergine non è una semplice devozione, ma è una presenza attiva nella vita della parrocchia e della comunità intera. Lo ha rilevato anche il nostro parroco, don Enrico Broggini, affermando che “la festa è sempre occasione per rinnovare la nostra fede e la nostra comunione di vita con Lui e tra di noi”. Chi ha partecipato e ha voluto cogliere il significato profondo di questa ricorrenza, infatti, si è accorto che sono stati giorni di riflessione, di incontro, di accoglienza reciproca, di comprensione del nostro essere abitanti dello stesso paese: gente al lavoro per renderlo più umano e fraterno.

Abbiamo reso lode e onorato la Vergine nei tre giorni del Triduo, ascoltando le parole di don Siro e recitando il S. Rosario e le Litanie, parole brevi e semplici, ma profonde e vere, che esprimono tutta la ricchezza della vita della Vergine.

Sabato mattina è stato dedicato alle Confessioni e alla sera, davanti alla dolcissima statua della Vergine, si è sgranato il S. Rosario. Domenica, durante la S. Messa solenne in onore di Maria, preceduta dalla recita delle Lodi, si è avuta la tradizionale offerta dei canestri, che sono poi stati nel pomeriggio messi all’asta.

Sul piazzale della chiesa, straordinaria vendita di torte, che hanno contribuito anch’esse a sottolineare la particolarità della festa. Tutte sono andate… a ruba, anche perché il singolare pasticcere era don Siro, che si cimenta sempre volentieri in questa arte culinaria dolcissima.

Non poteva mancare un momento conviviale e domenica a mezzogiorno ci si è ritrovati a pranzare insieme: un grazie ai cuochi e ai volontari della Promo Masciago Primo perché nel nostro paese la tradizione del ritrovarsi in compagnia durante le feste patronali e condividere un ottimo pasto è un  rito consolidato. Sono momenti che restano nel cuore perché intorno a una tavola è molto più facile confrontare idee, parlare e ascoltare l’altro, scherzare, raccontarsi esperienze e magari un pezzettino della propria vita .

Il pomeriggio si è aperto con la processione, che ha lambito i vari quartieri di Masciago. In cammino con Maria, la comunità ha portato la Vergine  lungo le strade del paese. In quel lento andare, ritmato dalla recita del S. Rosario, Maria si muoveva tra le abitazioni dei suoi masciaghesi, attenta e aperta ai volti di tutti, per raccogliere le croci dei suoi figli e per sostenerli sui sentieri sconnessi della loro esistenza.

Don Enrico ha ricordato che quest’anno le offerte raccolte aiuteranno ad arrivare al traguardo per realizzare la nuova mensa eucaristica, che in una chiesa è il cuore di tutte le celebrazioni. È già stato presentato in curia il progetto e si attende il benestare delle Belle Arti. La spesa si aggira sui 20.000,00 euro e quindi il parroco ha fatto appello alla comprovata generosità dei masciaghesi perché questo passo deve essere prima di tutto espressione della fede dell’intera comunità.

Dopo decenni di uso di un altare posticcio, poco dignitoso per la celebrazione e poco consono alla sacralità della nostra chiesa, i masciaghesi sono contenti di aiutare il parroco nella costruzione di un nuovo altare, luogo dell’incontro con Dio, che lì riceve le nostre offerte e lì ci fa il dono più grande di tutti, il suo stesso Figlio.

Lunedì sera è stata celebrata una S. Messa in ricordo di tutte le persone che ci hanno preceduto: la familiarità con loro è sempre presente, anche se il tempo e lo spazio ci separano fisicamente. Attraverso l’Eucaristia siamo entrati in sensibile comunione con tutti i nostri fratelli nella fede, anche con quelli che non ci sono più.

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