Valcuvia | 24 Aprile 2023

La statua della Madonna della Medaglia Miracolosa in pellegrinaggio in Valcuvia

L’effigie della Vergine è rimasta un paio di giorni nelle parrocchie di Bedero, Rancio, Ferrera, Cassano e Masciago Primo: tante le celebrazioni e i momenti di preghiera vissuti dalla comunità

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(a cura di Cesi Colli) La piccola statua di Maria Immacolata, raffigurante la Vergine apparsa a S. Caterina Labouréè arrivata in pellegrinaggio nella nostra comunità “Gesù Misericordioso”, formata dai paesi di Bedero, Rancio, Ferrera, Cassano e Masciago Primo, cinque borghi incastonati nelle Valli Varesine.

Era la notte tra il 18 e il 19 luglio 1830 quando Caterina Labouré, una novizia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, nella casa madre della congregazione, in Rue du Bac a Parigi, vide la Madonna, con cui ebbe un lungo incontro mistico. Maria le rivelò che i tempi erano molto dolorosi e che grandi calamità sarebbero accadute sulla terra. (Sono passati centonovanta anni, ma non è forse questa ancora oggi la situazione del nostro mondo?).

Maria, però, è donna di speranza e disse a Caterina: «Tu vieni ai piedi di questo altare, qui le grazie saranno sparse su tutte le persone che le chiederanno con confidenza e fervore… ho sempre vegliato su di voi». Le apparizioni si susseguirono e al termine Caterina sentì una voce che le chiedeva di coniare una medaglia che riproducesse la visione: «Le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie!». Presto furono creati i primi esemplari e la medaglia fu detta “miracolosa” per la sua azione soprannaturale.

Nel novembre 2020, alcuni delegati della Congregazione dei Missionari Vincenziani hanno portato la piccola statua di Maria, che è poi giunta nella nostra comunità, da papa Francesco, che l’ha benedetta e le ha messo al collo una corona del Rosario. L‘effigie della Vergine ha così iniziato a viaggiare per tutta l’Italia, per testimoniare che Maria visita sempre il suo popolo, lo benedice e si fa accanto a d ogni uomo nella semplicità più totale. Quando, infatti, Maria chiama, il popolo di Dio risponde sempre con generosità e tanta gioia.

Così è stato anche per tutte le nostre comunità. In un tempo dove spesso si sentono lamentele sulle chiese vuote, Maria, con le sue braccia protese verso di noi e pronte ad accogliere, ha visto l’accorrere di tanti fedeli in tutte le celebrazioni. Abbiamo così riscoperto la gioia di chiese “abitate”, capaci di pregare in letizia, di vivere in fraternità e di testimoniare che ci sono ancora tante persone che non hanno perso il senso dell’amore divino.

La Madonna della Medaglia Miracolosa è rimasta tra noi dal 19 al 21 aprile, con celebrazioni ogni giorno in ciascun paese: la S. Messa, officiata dal missionario vincenziano Padre Francesco, dalle omelie forti e vibranti; la recita del  S. Rosario, sgranato insieme, con nel cuore la speranza che Maria ci guidi a un’unione sempre più stretta con suo Figlio per conformarci a Lui, avere i suoi sentimenti e agire come Lui; la consegna della Medaglia Miracolosa, dal simbolismo potente, nata in un colloquio notturno durato per ore tra Maria e Caterina, fatto non solo di parole, ma di sguardi, gesti, manifestazioni d’affetto e devozione; la visita ai malati per fare arrivare anche a loro la bellezza e la vicinanza della Madonna, la madre che ci porta al Signore.

L’ora di catechismo dei nostri bambini ha avuto un catechista speciale: Padre Francesco! Li ha veramente catturati col racconto delle apparizioni della Madonna e del dono della “Medaglia miracolosa”. Hanno ascoltato in un silenzio attento e capito che Maria è anche la loro mamma, che li ama tantissimo, li segue nel loro cammino e desidera che siano veri amici di Gesù.

Prima che Maria ci lasciasse per proseguire il suo viaggio verso Ostuni, ci siamo ritrovati la sera a Bedero Valcuvia. Nel silenzio delle stradine del paese, illuminate dalle fiaccole, recitando il S. Rosario, Maria è stata portata in processione dalla Confraternita di Rancio: man mano che passava e procedeva, sembrava voler entrare nelle case per  coinvolgere anche chi non c’era  nella fede, nella preghiera, nella devozione perché Maria non lascia nessuno per strada.

Il nostro parroco, don Enrico, fermatosi sul sagrato della chiesa, ha idealmente abbracciato tutte le sue comunità, dicendo: “Siamo contenti che tu  sei passata a visitare il nostro cammino di fede, ti chiediamo di rafforzarlo sempre più, di smuovere i cuori lontani dal tuo Figlio e portarli verso di Lui. In questo momento, guardando a questa valle, ti chiediamo di aprire le tue braccia e far sgorgare grazie e benedizioni su tutti i tuoi figli”.

Nel corso di una breve e sentita “Liturgia della Parola” a tutti è poi stata consegnata la Medaglia Miracolosa. Portandola al collo con venerazione, la Madonna sarà sempre presente col suo amore e il suo aiuto e ci donerà la grazia di saperci donare a lei con amore, con generosità, con trasporto, con la devozione dei figli verso la loro Mamma divina.

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