Con una delibera di giunta inoltrata all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, l’amministrazione di Mesenzana dice no all’aumento dei limiti dei campi elettromagnetici che garantirebbe un potenziamento delle antenne per i telefoni cellulari.
«Tuteliamo la salute pubblica e l’aspetto del nostro territorio», è il messaggio che arriva dalla giunta guidata dal sindaco Alberto Rossi, che recentemente ha preso posizione rispetto alla legge annuale per il mercato e la concorrenza.
Si tratta della legge 214 del 2023, e nello specifico dell’articolo 10 di questa legge. Il comma 1, a proposito dei campi elettromagnetici, introduce l’adeguamento di limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità, allo scopo di “potenziare la rete mobile e garantire a utenti e imprese l’offerta di servizi di connettività di elevata qualità, senza pregiudizio per la salute pubblica”. Il tutto “alla luce delle più recenti e accreditate evidenze scientifiche, nel rispetto delle regole, delle raccomandazioni e delle linee guida dell’Unione europea“.
Allo stato attuale i limiti dei campi elettromagnetici sono pari a 6 volt al metro; la norma stabilisce il passaggio al limite massimo di 15 volt al metro, scaduto il termine dei 120 giorni dall’entrata in vigore della legge 214. In sostanza la prospettiva è di andare oltre il doppio del valore odierno.
«Con l’aumento del numero di pali per le antenne, i nostri piccoli paesi vengono deturpati, con un ulteriore conseguenza che riguarda il deprezzamento degli immobili – afferma il sindaco Rossi – A ciò si aggiunge il tema della salute da tutelare, che viene prima di ogni altro aspetto. Queste sono le ragioni della nostra delibera, che è anche un appello agli enti superiori, perché su alcune decisioni noi amministratori locali non abbiamo capacità decisionale».
Le infrastrutture a Mesenzana sono al momento due, si trovano in via Freccia e servono la rete 5G. La più recente è stata installata soltanto alcuni mesi fa.
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