Negli scorsi giorni a Luino è nato il comitato “Luino allarme 5G”, nel quale il primo firmatario, Gianfranco Cipriano, ha posto quesiti all’amministrazione comunale su tutte le perplessità che i membri di questa nuova realtà hanno relativamente al rapporto che potrebbe intercorrere tra la rete di ultima generazione e la salute dei cittadini.
Per questa ragione il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, ha voluto rassicurare la popolazione su un tema che sta creando un dibattito notevole sui social network in tutta Italia, tra le persone che sono favorevoli e quelle contrarie.
A Palazzo Serbelloni, come sostenuto dal comitato, è arrivata una richiesta da parte di un’operatore di telefonia per l’installazione di un’antenna 5G. Sarà proprio il sindaco a riferirlo martedì 14 aprile, in sede di Commissione territorio, a tutti i rappresentanti di maggioranza e minoranza.
Allo stesso tempo, però, il primo cittadino ha già dato mandato agli uffici di effettuare tutte le verifiche necessarie e di mettere in campo tutte le azioni necessarie alla salvaguardia della salute dei cittadini.
A onor del vero, però, durante questa emergenza Coronavirus, che sta colpendo tutto il mondo, sono numerose le foto, i video e i link ad articoli di dubbia provenienza che sono diventati a tutti gli effetti virali, con migliaia di condivisioni non solo sui profili Facebook ma anche su WhatsApp, innescando un vespaio di polemiche che vedrebbero il virus “viaggiare” più velocemente a causa del 5G, purtroppo senza alcuna tesi scientifica o razionale a supporto.
In realtà il 5G, se e quando entrerà a regime, potrà senza dubbio avere la possibilità di cambiare le vite di ognuno di noi. Oltre a permettere una connessione ad internet più veloce, vi sarà una miglior qualità per trasmettere dati e informazioni tra device di ultima generazione, come ad esempio le automobili che si guideranno da sole, i servizi delle pubbliche amministrazioni o l’assistenza ai pazienti negli ospedali.
Una simile situazione era avvenuta anche fa quando era stato introdotto il 4G, ma anche prima per altri sistemi, dove in alcune campagne e iniziative si sosteneva che le “nuove” onde fossero nocive per i cittadini, nonostante ricerche di decenni da parte degli scienziati che non hanno trovato alcun tipo di correlazione.
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