«Devo ringraziare il consiglio comunale per aver approvato (all’unanimità, ndr), in controtendenza nazionale, la mozione a favore dei frontalieri contro la tassa sulla salute. Questa mozione fa seguito ad un’altra approvata dal consiglio comunale, dove si chiedeva alle autorità di mantenere il sistema impositivo più vicino possibile agli accordi del 1974. Accordi che permettevano ai frontalieri ed ai Comuni della fascia di confine di avere delle certezze sui prelievi e sui ristorni».
A denunciarlo oggi è il consigliere comunale e capogruppo di “Azione Civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni, che pone l’attenzione su un altro problema che riguarda migliaia di lavoratori italiani che quotidianamente varcano il confine per andare a lavorare in terra elvetica.
«Purtroppo il legislatore nazionale è andato troppo oltre. E questo ad opera di tutte le parti politiche – prosegue ancora -. Un politico illuminato dell’epoca, l’insegnante Sanna e sindaco di Lavena Ponte Tresa, solo con le sue forze, riuscì a riunire due stati sovrani su un problema importante, il suo lavoro è stato distrutto. Sanna, da maestro elementare e sindaco di un Comune con pochi migliaia di abitanti, è riuscito a stipulare un accordo internazionale che ha portato miliardi nelle casse dei paesi di frontiera e ha dato certezze ai frontalieri sui prelievi a loro carico».
«La colpa del ribaltone è di tutti, tranne il sottoscritto – dichiara ancora -. Non si è voluto ascoltare i segnali che arrivavano dal territorio e da Luino in particolare. Ora la diga si è rotta. È entrata in vigore la tassa sulla salute con criteri di applicazione assolutamente confusi che va a colpire i frontalieri, che avevano il contratto precedente al luglio 2023.e non soggetti alla doppia imposizione. Una tassa non facente parte degli accordi bilaterali, che come dissi in consiglio, può aprire la possibilità per la Svizzera a sua volta di intervenire con modifiche, infatti, qualcosa sembra stia succedendo».
«In alcune aziende svizzere il frontaliere che svolge attività in trasferta per oltre 45 giorni all’anno, potrebbe essere inserito nei nuovi frontalieri e quindi con doppia imposizione fiscale (italiana e svizzera). Se questa situazione fosse vera, come circola da alcune voci, sarebbe veramente un problema. Fermare questa legge è un nostro dovere. Troppi silenzi e troppe adesioni alle riforme ci hanno portato qui . È venuto il momento di fare una inversione a U
Se si crede nel territorio».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0