La data di oggi, 4 febbraio, rappresenta un giorno speciale e importante per il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca: quello del decimo anniversario dall’unione tra Maccagno, Pino sulla sponda del Lago Maggiore e Veddasca.
Sono infatti passati già dieci anni da quel 4 febbraio del 2014 in cui, dopo il referendum consultivo tenutosi il 1 dicembre del 2013, la Legge Regionale 8/2014 istituì ufficialmente il nuovo Comune.
Si votò in un’unica tornata, dalle 8.00 del mattino alle 21.00 e, come racconta l’amministrazione sulla pagina Facebook del gruppo Impegno Civico MPV, «l’esito del voto restò nella storia: a Veddasca furono 119 sì contro 13 no; a Pino Lago Maggiore 56 sì contro 55 no; a Maccagno 536 sì contro 535 no».
Ma il paese lacustre non era nuovo alle unioni: le prime – continua a spiegare l’amministrazione – furono volute dal regime fascista nel 1927 e nel 1928, quando Maccagno Inferiore, Garabiolo, Campagnano e Musignano vennero aggregati a Maccagno Superiore e, successivamente, Cadero, Graglio, Armio, Lozzo (che però perse Piero a favore di Curiglia con Monteviasco) e Biegno andarono a costituire il Comune di Veddasca. Solo Pino venne risparmiato «dalla furia unificatrice del Ventennio».
La “svolta” arrivò nel 2013, quando i consigli comunali di Pino sulla sponda del Lago Maggiore e di Veddasca deliberarono, il 27 marzo, la volontà di fondersi tra loro e con Maccagno, che si espresse a favore alcune settimane dopo, il 10 aprile. Allora Regione Lombardia prese atto della volontà comune e indisse il referendum che portò alla fusione dei tre centri incastonati tra il lago Maggiore e la Val Veddasca.
«Il futuro è adesso – chiosa l’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Passera – Cin cin, e auguri a tutti noi!».
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