I Comuni ticinesi di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio si sono espressi con esito positivo sul progetto di costituzione di un Comune unico denominato Lema.
I “sì” sono stati il 73,28%, i “no” il 26,72%. I Municipi svizzeri si trovano a ridosso della Valdumentina, nell’alto Varesotto, dove un anno fa il sindaco di Dumenza ha aperto il dibattito pubblicamente con Agra e Curiglia con Monteviasco per iniziare a discutere di fusione. Idea rispedita al mittente dagli altri due Comuni che oggi convivono sotto il “cappello” dell’unione dei Comuni.
L’aggregazione oltre frontiera – tornando con lo sguardo in Ticino – è stata sottoscritta in tutti i Comuni, compiendo così un ulteriore passo verso l’attuazione di questa che in Italia è definita fusione, per la quale vi sono ancora passaggi istituzionali da percorrere. Il Consiglio di Stato infatti, il Governo, potrà differire le elezioni comunali previste il prossimo 14 aprile 2024, lasciando quindi in carica gli attuali organi in vista delle aggregazioni sulle quali dovrà pronunciarsi il Gran Consiglio, ossia il Parlamento ticinese. Riservati eventuali ricorsi, l’entrata in funzione di Lema, potrebbe avvenire entro la primavera del 2025.
Il Dipartimento delle istituzioni, l’equivalente del ministero dell’Interno guidato da Norman Gobbi che molto si è speso per la riforma degli enti locali, presenterà prossimamente al Consiglio di Stato le proposte di messaggio per i tre progetti aggregativi. Tre, perché assieme a Lema la domenica di consultazioni in Ticino ha visto le votazioni con uguale esito anche in Bassa e Alta Leventina dove le cittadine e i cittadini di Quinto e Prato, così come quelli di Bodio e Giornico, hanno accolto i rispettivi progetti aggregativi.
Quanto avviene in Ticino, la possibilità di avere questo osservatorio privilegiato, potrebbe e dovrebbe dare luogo, forse, a maggiori riflessioni sulla sostenibilità di piccoli Comuni oggi da questa parte del confine, impossibilitati anche ad offrire servizi essenziali. Oltre frontiera non hanno rinunciato a campanilismi e, dopo un preciso percorso consultivo con la popolazione, hanno deciso per il meglio dei propri territori. Si potrebbe partire, o concludere, da un dato su tutti: 23 anni fa i Comuni ticinesi erano 245, con queste fusioni, una volta approvate dal Parlamento, il Ticino scende a 100.
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