La scorsa settimana il consiglio comunale di Curiglia con Monteviasco si è riunito per discutere della proposta inviata dal sindaco Corrado Nazario Moro riguardante la fusione.
L’amministrazione, mentre Agra si è già chiamata fuori da questa ipotesi, ha aperto al confronto e ha richiesto la costituzione di un tavolo di lavoro politico e tecnico, che possa affrontare le criticità segnalate dal presidente dell’Unione e valutare possibili soluzioni atte a garantire il buon funzionamento dell’azione amministrativa.
La sindaco Nora Sahnane, dopo aver dato lettura della missiva arrivata da Dumenza, ha espresso un suo parere in merito parlando del vantaggio economico indiscutibile per le casse pubbliche: nel 2021 l’Unione ha percepito 165mila euro, mentre con la fusione l’erogazione dei contributi straordinari decennali raggiungerebbe il 60% dei contributi erariali assegnati a ciascuno dei tre Comuni nel 2010, il cui importo è stimabile in circa 400mila euro per dieci anni consecutivi.
La prima cittadina, inoltre, ha scongiurato la conclusione dell’Unione, in quanto il Comune che amministra avrebbe serie difficoltà di tipo economico-gestionale. Allo stesso tempo, Sahnane ha evidenziato l’importanza di questo ente nato negli scorsi anni: “Vista la fase attuale di ricchezza di bandi e contributi regionali, se fossimo stati un unico Comune avremmo preso un terzo dei soldi che invece sono arrivati”, ha commentato.
Diverso discorso per l’assetto-organizzativo riguardante le assunzioni: «L’efficientamento dell’assetto organizzativo – ha spiegato ancora la sindaco – non è scontato se si ipotizza di raggiungerlo solo attraverso l’incremento delle possibilità assunzionali – non concessa dalle attuali norme – senza una riorganizzazione funzionale degli uffici, cosa per altro possibile e, a questo punto, auspicabile anche nell’attuale Unione».
Eterogenei i pareri dei consiglieri comunali: qualcuno propone la possibilità di coinvolgere nella fusione Maccagno con Pino e Veddasca, altri ritengono la fusione un’evoluzione naturale della situazione attuale, nonostante vi siano preoccupazioni relative ad essere incorporati in un nuovo Comune, ma anche un’ipotetica maggiore incidenza nelle richieste verso altri enti sovracomunali. L’assessore Adriana Rossi e il vicesindaco Fabrizio Cassina, infine, hanno posto l’attenzione sulle questioni formali relative al “modus operandi” del sindaco di Dumenza Moro, che secondo loro nel documento ha fornito troppi elementi soggettivi, senza condividere con le altre amministrazioni le esternazioni fatte sulla stampa locale.
Resterà da capire, quindi, a partire da oggi, in che modo si interfacceranno le tre amministrazioni comunali e anche quale sarà il destino di Tronzano Lago Maggiore nell’Unione, paese che non confinando con le altre realtà amministrative, senza dubbio, non potrà far parte della fusione per legge.
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