Luino | 19 Dicembre 2023

Luino, «I lavori alla stazione un’occasione per valorizzare la memoria della città»

La proposta di Emilio Gobbato, dell’associazione Verbano Express: «Cogliere l’opportunità di questi fabbricati che chiedono attenzione e sensibilità per un progetto rivolto alle future generazioni»

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(a cura di Emilio Gobbato – Associazione Verbano Express) Si apprende con estremo interesse che prossimamente Luino sarà sede di importanti mutazioni che cambieranno la topografia, i servizi, la viabilità.

Nello specifico: sottopasso ferroviario per la definitiva eliminazione del passaggio a livello di via Voldomino; deviazione stradale per l’eliminazione del piccolo passaggio a livello di via San Pietro; nuove rotonde in diversi punti della città; nuovo centro commerciale in area ex Visnova; nuova proposta commerciale in via Dante; riqualificazione e recupero dell’area ex Ratti a fini abitativi e ricettività turistica.

Ma ancora, in corso di progettazione lo spostamento dell’intero sistema scolastico di 2° grado nella ex area ferroviaria FS tecnicamente denominata “Parigina”. Soluzione questa, se attuata, di grande importanza strategica sia per la concentrazione dei servizi che di viabilità per gli studenti. Oltretutto questi ultimi, potranno avvantaggiarsi di moderne e sicure strutture scolastiche, così come di palestre ben attrezzate.

Tale realizzazione nascerà proprio in mezzo a una struttura ex ferroviaria da tempo inutilizzata e di fronte a fabbricati anch’essi abbandonati e in deprecabile stato conservativo per assoluta mancanza manutentiva. Pessima immagine proprio davanti al futuro complesso scolastico e ai nuovi posteggi, già disponibili anche per i turisti del mercato del mercoledì. Perché quindi non recuperarli e ridare loro nuova vita.

In realtà sono due i complessi edili ex FS oggi abbandonati e in avanzato stato di autodistruzione. Il primo fabbricato, centrale nell’impianto ferroviario, lungo più di 300 metri, un tempo utilizzato per visite doganali dei carri merci, quando ancora i trattati di Schengen erano di là da venire. Tale fabbricato era utilizzato sia dalla Guardia di Finanza italiana che dai doganieri svizzeri. Un binario ancora esistente percorre in toto l’intero fabbricato totalmente vuoto nei suoi grandi spazi. Alla fine dello stesso, lato sud, è collegato un fabbricato dedicato ad uffici del personale doganale che allora lì operava.

Il secondo è quello che un tempo era la gestione del traffico merci locale che si affaccia all’area parcheggi, oggi denominata Quinta locale, in fregio al corso di via XXV Aprile. Questa area è oggi anche sede di un tratto del mercato settimanale frequentato da numerosi stranieri provenienti dalla Svizzera. Certamente non stiamo dando una bella immagine della città nella visione di tale fabbricato, con tetti crollati, addirittura bruciati e muri in auto disfacimento.

Si dia avvio quindi a un grande progetto per la realizzazione di un polo museale, di un polo culturale o come sede delle numerose associazioni che operano nella nostra regione. Grandi sono gli spazi disponibili da dedicare alla conservazione di memorie che piano piano vanno a perdersi nel tempo.

Solo qualche esempio: storia delle attività industriali del Luinese del secolo scorso come Hussy, Steiner, Visnova, Sanvito, Ratti, Stehli, Battaglia, Galante e altre; storia dei collegamenti tramviari della Luino-Varese, Ponte Tresa, Cittiglio; le grandi manifestazioni come la Festa dell’uva, Carnevale, Locoemozioni ed altre ancora; i nostri scrittori Vittorio Sereni e Piero Chiara; artisti come Dario Fo, Nanni Svampa, Massimo Boldi, Renato Pozzetto, Francesco Salvi, Enzo Iacchetti e altri ancora; le cronache raccontate dei nostri giornali locali come “Il Corriere del Verbano” e l’“Eco del vares8”; le storiche gare di moto, le corse dei motoscafi, le gare veliche, il palio remiero ecc; documentare la crescita e le mutazioni topografiche di Luino e zone attigue; storia della Banda Musicale, del Teatro Sociale ecc; attività sportive, calcio, canottaggio, basket ecc.

E portare all’attenzione culturale lombarda, nazionale ed estera spazi quali il Museo ferroviario, il Museo civico, le raccolte private di moto, cicli, radio, elettrodomestici, magari oggi relegate ad angusti spazi domestici, mostre temporanee e permanenti artistiche, fotografiche di prestigiosi collezionisti luinesi ecc.

Sono solo esempi, ma certamente ampliabili a numerose altre idee e proposte.

Sarebbe, insomma, uno straordinario esempio di raccolte delle memorie di quanto è stato e di quanto è e di quanto sarà negli aggiornamenti che nel tempo si susseguiranno. I visitatori di una certa età potranno dire “Amarcord”, mentre per quelli più giovani sarà fonte di meraviglia per quanto la storia di Luino ha prodotto.

Certo l’impegno è grande, soprattutto economico, ma se questa è la volontà di perseguire idee e progetti, magari modulati nel tempo, di straordinario valore per l’intera comunità, le risorse si trovano, contando soprattutto sulle disponibilità di contributi europei, dello Stato, regionali, fondazioni, a sostegno di programmi affidabili e di interesse sovranazionale.

Sicuramente non bisogna pensare come una spesa fine a sé stessa, ma come un progetto graduale rivolto alle generazioni future e come fonte di straordinaria attrazione culturale e turistica. Indipendentemente dal colore politico dell’amministrazione comunale attuale e futura, questa idea dovrebbe essere presa seriamente in considerazione e cogliere l’opportunità di questi storici fabbricati che chiedono attenzione e sensibilità.

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