«Recuperare l’identità turistica del passato, smontare la teoria della città paragonata ad una stazione di posta, introdurre servizi e strutture efficienti e attrattivi per il visitatore».
Sono questi gli obiettivi di Luca Sartorio, ceo di Grand Luino srl, la società che dopo un lungo iter burocratico ha acquisito l’ex area Ratti, ed è ora al lavoro su un progetto per reinserire nel contesto cittadino la superficie di circa 40mila metri quadrati, puntando sulla realizzazione di un polo turistico formato da un albergo, appartamenti e case vacanze.
Il progetto è stato presentato ieri, domenica 21 ottobre, durante il convegno “Luino, 350 anni di storia turistica“, patrocinato dalla Regione Lombardia e supportato dall’associazione culturale Amici delle Sempiterne, presieduta dalla giornalista Simona Fontana Contini.
Tanti i cittadini che ieri hanno visitato uno degli immensi spazi dell’ex azienda – leader mondiale nel settore tessile durante il secolo scorso – utilizzato per allestire il palco per la presentazione del piano, che coinvolgerà importanti investitori stranieri e amministrazioni comunali.
“Amministrazioni” al plurale, perché il progetto di sviluppo turistico non riguarda solo Luino, ma tutto il lago Maggiore. Tra le idee della società c’è anche quella di recuperare il vecchio idroscalo di Sesto Calende, e quella di creare un distretto turistico facendo rete con i Comuni di entrambe le sponde del Verbano, cercando di coinvolgere nel piano città come Cannero e Cannobio, dove il turismo è una garanzia che si lega alla qualità delle acque. Interessante e ambiziosa anche la proposta di portare sul Verbano una nuova imbarcazione veloce da mettere a disposizione dei visitatori. Proposta che è attualmente in fase di studio, grazie alla collaborazione tra Grand Luino e Università di Genova.
Ma le novità non sono finite. «Non appena sarà disponibile il bando, ci candideremo per il rilancio del nuovo Lido», ha fatto sapere a margine dell’evento Luca Sartorio. L’area, al centro di un importante progetto di riqualificazione finanziato dal Comune (qui i dettagli), si trova a due passi dal complesso dell’ex Ratti, e rientra a sua volta nell’elenco delle zone della città che attendono da anni di essere riconvertite.
Intorno alla metà del secolo scorso gli alberghi luinesi possedevano in totale 3.300 posti letto – ha aggiunto Sartorio nel suo intervento – e la città aveva una ferrovia elettrica e un sistema di piroscafi per i collegamenti con le isole che rappresentavano dei solidi punti di riferimento per i visitatori. Recuperare quella centralità e quell’efficienza è ancora possibile per il ceo di Grand Luino.
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