Luino | 27 Febbraio 2026

«Il paradosso del Museo Ferroviario di Luino: restaurare un bene pubblico per poterlo perdere»

RFI avrebbe richiesto alla Verbano Express di sostenere a proprie spese la messa a norma dell’area: «Confidiamo in una soluzione che tenga conto della natura culturale e non lucrativa delle attività»

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L’Associazione Verbano Express rende noto un ulteriore sviluppo nella vicenda relativa all’Area Attrezzata della rimessa ferroviaria di Luino, dove aveva trovato spazio il Museo Ferroviario del Verbano oggi a rischio a causa del blocco, da parte di RFI, delle attività dell’associazione con la conseguente richiesta della stipula di un nuovo contratto oneroso per poter continuare a utilizzare gli spazi.

Nella controproposta contrattuale ricevuta da RFI, spiegano da Verbano Express, oltre alla richiesta di un canone di locazione, viene posto in capo all’associazione l’onere di sostenere a proprie spese la messa a norma dell’intera area.

Un passaggio che, per il sodalizio, «solleva un evidente paradosso: da un lato, viene riconosciuto che l’area necessita di adeguamenti; dall’altro, tali adeguamenti verrebbero posti integralmente a carico di un’associazione di volontariato che da oltre trent’anni preserva e valorizza quel bene pubblico senza percepire sovvenzioni».

«Lo Stato sostiene economicamente numerose realtà museali per consentirne la sopravvivenza. In questo caso, invece, – proseguono i componenti di Verbano Express – un’associazione che si autosostiene, che non grava sulla collettività e che ha mantenuto in ordine un immobile pubblico altrimenti destinato all’abbandono, si vedrebbe chiedere di finanziare interventi strutturali su una proprietà pubblica. Interventi che, peraltro, renderebbero l’area potenzialmente idonea a future procedure di evidenza pubblica».

«RFI è la nostra azienda, patrimonio di tutti gli italiani, alla quale è affidata la gestione di beni pubblici e la responsabilità di perseguire il bene comune. Confidiamo – affermano – che le scelte in corso vadano in questa direzione, perché diversamente sarebbe inevitabile interrogarsi su quale passaggio del processo decisionale non abbia adeguatamente valorizzato l’interesse pubblico».

L’Associazione luinese non contesta il rispetto delle normative, ma ritiene «che l’equilibrio tra proprietà pubblica e volontariato debba essere improntato a buon senso e proporzionalità», continuando a confidare «in una soluzione che tenga conto della natura culturale e non lucrativa dell’attività svolta, nell’interesse del territorio e del patrimonio ferroviario nazionale».

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