La giornata non è certamente delle migliori, ma la pioggia insistente non ha ostacolato gli studenti della sede territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, giunti a Luino accompagnati dalla professoressa Katia Accossato per effettuare un sopralluogo utile al lavoro di progettazione che stanno per svolgere e accolti dal sindaco Enrico Bianchi, dall’assessora Francesca Porfiri e dai responsabili degli Uffici Manutenzione e Lavori Pubblici Alberto Costa e Francesca Contini.
Il gruppo di giovani fa parte della classe del Laboratorio di architettura e composizione architettonica S, diretto proprio dalla professoressa Accossato, e si occuperà infatti di immaginare – non solo a Luino, ma anche a Lavena Ponte Tresa e a Lecco, nell’ambito quindi della Regio Insubrica – nuovi scenari con cui dare un volto rinnovato alle aree dismesse.
Nello specifico, i ragazzi che hanno espressamente scelto di operare nella cittadina sul Verbano si occuperanno di ben tre aree, tutte quante da ripensare nell’ottica della residenza temporanea, ovvero studiando soluzioni che offrano la possibilità a diverse categorie di persone, dai turisti ai soggetti fragili, di avere a disposizione degli alloggi per trascorrere un periodo di vacanza o per sopperire a una difficoltà abitativa.
Una è l’area del lungolago, quella che combacia con il masterplan di riqualificazione presentato lo scorso aprile in Commissione Territorio e che verrà legata espressamente all’aspetto turistico: qui gli studenti del Politecnico avranno il compito di immaginare, come ha spiegato l’assessora Porfiri, delle piccole architetture collocate su spazio pubblico delle quali fruire anche per il pernottamento, ad esempio anche delle house boat.
Ambito, invece, più connesso al sociale quello che riguarderà la rigenerazione urbana della zona dell’ex carcere di via don Folli, dove le residenze temporanee saranno mirate proprio in tal senso: «In questo momento – prosegue Porfiri – abbiamo, ad esempio, la criticità dei minori stranieri non accompagnati che arrivano e l’idea è di cercare di trovare un modo per non “subire” questa situazione ma creare, anche in questo caso, una progettualità di qualità».
Infine, il tema dell’ostello che verrà realizzato nell’edificio di via Voldomino ceduto al Comune all’interno del grande progetto di trasformazione dell’ex Visnova: questo, aggiunge l’assessora «sarà legato in parte sempre all’aspetto ricettivo, ma potrà configurarsi anche come residenza legata a opportunità di lavoro (per esempio per chi viene impiegato in ospedale) o come possibilità per i giovani di iniziare a emanciparsi con un alloggio adeguato alle loro capacità economiche».
Il sopralluogo esplorativo effettuato oggi pomeriggio – durante il quale l’assessora Porfiri ha spiegato ai ragazzi quali sono le linee con cui già vengono immaginate le varie aree, ad esempio la tutela dell’habitat naturale della foce del Tresa e la valorizzazione dell’avvicinamento al lago nell’area che ospita la sede della Canottieri, per la quale è stato anche avviato il lungo iter burocratico, con il supporto di ATS Insubria, per richiedere la certificazione di balneabilità – fa seguito al primo momento di confronto avvenuto un paio di settimane fa a Lecco con la presenza non solo dei rappresentanti dell’amministrazione luinese, ma anche degli altri due Comuni coinvolti nel progetto, ovvero il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino e gli assessori lecchesi Maria Sacchi e Giovanni Cattaneo.
Ora, dopo aver visto da vicino quali sono le realtà su cui dovranno lavorare, da qui a fine dicembre gli studenti si concentreranno su questi temi ed elaboreranno le loro idee e, nel mentre, vi saranno anche ulteriori momenti di scambio come quello in programma il prossimo 13 novembre, con una “critica collettiva” alla presenza degli amministratori interessati.
«Questo è senza dubbio un bel modo di aprirsi verso l’università e i giovani, con la loro creatività e la loro freschezza – commenta in ultima battuta il sindaco Enrico Bianchi – Un’iniziativa che consente di portare delle idee e degli spunti innovativi, originali. Abbiamo trovato questa disponibilità da parte della sede territoriale di Lecco del Politecnico, con la professoressa Accossato e con questi ragazzi che lavoreranno su un’idea di città: è una cosa che non è da tutti e – conclude – è segno di un’amministrazione che si apre, ascolta, vede e guarda, soprattutto, oltre».
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