Un lungolago interamente pedonale, dalla rotonda del Marinaio a Luino fino al Boschetto di Germignaga, in modo tale da continuare il percorso che va dalle “Serenelle” al Parco a Lago e permette a tutti di poter passeggiare a pochi metri dall’acqua, per rendere ancor più fruibile ed attrattivo il lago nella città lacustre.
Questo l’obiettivo del masterplan di riqualificazione del lungolago presentato ieri pomeriggio, in Commissione Territorio, dall’architetto Pietro Ferrario dello Studio Oasi di Busto Arsizio, accompagnato dal collega Stefan Segal. Il progetto di fattibilità prevede numerosi dettagli che potrebbero andare a trasformare completamente, riqualificandola in toto, una tra le aree più suggestive e poco sfruttate di Luino.
«Si tratta di un progetto dal valore notevole per tutta la città, un tassello molto interessante ed importante – commenta l’assessore ai Lavori Pubblici, Francesca Porfiri -. Questo studio è inserito nel più ampio contesto di rigenerazione urbana, per un chiaro disegno della città che ci aiuterà a supportare il resto della pianificazione, nel pieno spirito della legge regionale 12/2005, della legge 31/2014, che ha aperto una riflessione sul consumo del suolo e che, a sua volta, ha trovato una chiave fondamentale nella legge 18/2019 per quanto riguarda appunto la rigenerazione. Questa è una chiave di lettura che siamo costretti e che vogliamo fare: come amministrazione, infatti, vogliamo rigenerare il “costruito”».
Ad entrare nello specifico del masterplan è stato l’architetto Pietro Ferrario: «Questo studio di fattibilità ci permette di avere una piena visione strategica dell’area, che è molto importante per la città e coinvolge una serie di attori, anche privati. Abbiamo effettuato diversi sopralluoghi, cercando di studiare la natura dei luoghi e contestualizzando il lavoro anche nella sua dimensione politica lungimirante nella quale gli attori pubblici e privati si dovranno confrontare e dovranno collaborare».
In questo senso, infatti, l’architetto Ferrario pone l’attenzione sulla possibilità di costituire un tavolo allargato, uno strumento di dibattito utile per percepire anche i sentiment della popolazione, delle associazioni e delle tante realtà del territorio, anche quelle imprenditoriali ed economiche.
Il progetto prevede il collegamento, in parte già esistente, “Dal borgo al borgo”, vale a dire da Luino a Germignaga, con la realizzazione di un tracciato ciclopedonale fronte lago, partendo proprio dall’incrocio tra viale Amendola e viale Dante, fino all’ex campo sportivo “Lido” di Luino.
In quest’area verrebbero eliminati i parcheggi, rendendo gli spazi fruibili per il pubblico, da una parte con la realizzazione di una terrazza sul lago, utilizzabile anche per grandi eventi all’aperto, e dall’altra con l’allargamento del Porto Nuovo, in linea ad accordi che si andranno a prendere con l’Autorità di Bacino, sulla falsa riga della struttura del Porto Vecchio (vedi immagini in galleria).
I parcheggi, tema molto caro su luinesi, non verranno a mancare, però, perché l’amministrazione comunale, insieme allo Studio Oasi, ha individuato oltre 4mila metri quadrati di area pubblica, tra piazza Marconi e viale Dante, in cui verrà realizzata un’ampia zona di sosta in modo tale da liberare interamente il waterfront (“frontelago”) dalle macchine, come avvenuto già nel recente passato nel tratto tra piazza Libertà e Palazzo Verbania.
Inoltre, scorgendo lo sguardo verso il Lido e l’ex campo sportivo, l’idea è quella di lavorare in futuro affinché si possa andare ad identificare il “Parco Naturale della foce del Tresa”: quest’area potrebbe così valorizzare percorsi, bellezze e natura, già presenti intrinsecamente, con attrezzature sportive e playground per bambini per rendere il parco più attrattivo anche per le famiglie.
«Si tratta di nove lotti di intervento (con una spesa ancora da quantificare, ndr), con priorità che verranno stabilite successivamente insieme all’amministrazione – prosegue l’architetto Ferrario -, ma questa nostra idea nasce proprio dalla volontà di garantire alla comunità la qualità degli spazi sul lungolago già tanto apprezzati nella zona del Parco a Lago».
Dopo la presentazione dei relatori è arrivato anche un monito da parte del consigliere comunale e capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni: «Oggi (ieri, ndr) ho visto per la prima volta il progetto, mi pare molto interessante. Sono molto preoccupato però per l’ex area Ratti, che non permette armonia urbanistica. Che fine farà questa proprietà? All’ingresso di Luino abbiamo un impatto violento a causa di questa fabbrica dismessa ed abbandonata, il cui destino sarebbe da coordinare con questo masterplan».
«Presenterò una mozione sul recupero degli edifici dismessi – chiosa ancora il consigliere -, per eliminare questa discrasia e questo contrasto per cercare di rendere l’ambiente armonizzato. Non è facile, si tratta di temi complessi, ma credo che questo argomento sia da mettere sul tavolo, per lo sviluppo dell’area. Sono convinto valga la pena di provarci e di portare avanti questa possibilità».
A rispondere, andando a concludere la presentazione, è proprio l’assessore ai Lavori Pubblici, Francesca Porfiri: «Il consigliere Artoni ha proprio colto nel segno, perché dovremo necessariamente interloquire con gli attori privati, sapere cosa ne sarà del lungolago ci permetterà di farlo con più efficacia anche per altre aree inserite nel contesto fronte lago».
Un primo passo quindi è stato fatto, ora sarà da capire quali saranno le modalità per finanziare l’opera e in che modo il privato, proprietario dell’ex area Ratti, si inserirà nello studio di fattibilità presentato dallo studio Oasi. Cittadini e turisti sono anni che attendono una riqualificazione intera dell’area, dopo il rifacimento della nuova sede della Canottieri Luino, che rimarrà in via Lido e ha già dato lustro alla zona, e dell’ex stabile del Lido e delle piscine, ormai pronte per rinascere il prossimo anno.
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