“Illegittima e da annullare” l’ordinanza del sindaco di Luino, Enrico Bianchi, in cui viene specificato che i residenti del condominio “La Cavetta” di via Creva dovranno farsi carico delle spese anticipate da Regione e Comune per affrontare le conseguenze della frana che ad inizio 2023 ha interessato la parete rocciosa situata dietro il complesso abitativo, rendendo inagibili gli appartamenti.
Lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia con una sentenza pubblicata nei giorni scorsi, nella quale viene accolta la tesi dei condomini che già ai primi di gennaio, subito dopo aver appreso dell’ordinanza, avevano espresso tutto il loro disappunto, rivendicando la posizione di persone danneggiate dalla frana e non responsabili per quanto accaduto, e muovendosi per fare ricorso al Tar.
L’ordinanza, però, era stata emessa come “atto dovuto“, aveva specificato il primo cittadino, che nel firmare quel provvedimento, urgente e necessario anche per provvedere alla messa in sicurezza del luogo colpito dal movimento franoso, non aveva fatto altro che rispettare le normative, visto che stavano per essere spesi dei soldi pubblici su una proprietà privata, appartenente in parte ai condomini e in parte ad altri soggetti, tra cui una cooperativa che ha cessato la propria attività e una società fallita (a loro volta destinatari dell’ordinanza).
Le prime frane dietro “La Cavetta” risalgono agli anni ’80 del secolo scorso, e nel 1993 furono realizzate delle opere di protezione dell’abitato, a cura del Servizio provinciale del genio civile: costruzione di un muro di sostegno, costruzione di un vallo paramassi e installazione di una rete di recinzione. Dettagli rilevanti per gli attuali condomini, secondo i quali quelle opere sarebbero state eseguite con l’impiego di fondi pubblici, e dopo il loro completamento il Comune ne avrebbe assunto la “disponibilità materiale e giuridica”, insieme agli “obblighi di custodia”.
I giudici del Tar hanno sottolineato che non esistono prove, negli atti raccolti, di accordi che attestino l’obbligo per i condomini di occuparsi della manutenzione delle opere eseguite nel 1993; punto rispetto al quale i condomini stessi hanno specificato di non avere accesso all’area del vallo paramassi, tanto che “l’amministrazione comunale avrebbe provveduto essa stessa in passato, mediante personale qualificato, alla sua manutenzione”, si legge nei passaggi della sentenza riguardanti la tesi difensiva.
Ma la parte centrale del verdetto del tribunale amministrativo è un’altra e riguarda, come detto, le ingenti spese per sistemare la parete rocciosa di via Creva: quasi un milione di euro tra i soldi anticipati dalla Regione Lombardia e in parte anche dal Comune di Luino. L’atto urgente firmato dal sindaco, cioè l’ordinanza oggetto del ricorso al Tar, favorisce la rapidità degli interventi in contesti in cui, come nel caso della frana, viene messa a rischio l’incolumità delle persone. Ma “non può essere utilizzato per porre direttamente in capo alla parte privata oneri di natura prettamente economica”, affermano i giudici, pur ribadendo la facoltà dell’amministrazione comunale di richiedere “con altre modalità” le somme impiegate per l’esecuzione delle opere in via Creva, rivolgendosi ai soggetti “eventualmente tenuti alla realizzazione delle stesse”.
«Siamo soddisfatti», commenta Paolo Della Rossa, amministratore del condominio “La Cavetta”, che ora attende l’inizio dei lavori sul versante roccioso, terminati i quali le famiglie sfollate – una cinquantina in totale le persone coinvolte – potranno rientrare a casa.
Il vallo paramassi dovrà essere svuotato (compresa la parte nell’ex area Crespi dove è accumulato il materiale caduto a seguito di una precedente frana, che risale all’aprile 2022); poi la ditta incaricata – ancora da individuare – posizionerà una rete più resistente e performante di quella divelta lo scorso inverno, ed effettuerà dei lavori di rafforzamento sulla parete. Approvato il progetto di fattibilità delle opere, si attende l’ok per la progettazione definitiva, poi il cantiere verrà allestito. I lavori dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno e concludersi intorno alla prossima primavera.
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