Per la seconda volta in pochi giorni, la prima martedì, il Comune di Luino ha incontrato le famiglie del condominio “La Cavetta” di via Creva, senza casa dall’inizio del mese a causa dei movimenti franosi sulla montagna denominata Mina, che hanno reso necessaria l’evacuazione degli appartamenti situati ai piedi del monte, con il coinvolgimento di più di cinquanta persone, per un totale di ventisei nuclei familiari.
Erano in tanti, ieri in municipio, i luinesi de “La Cavetta”, costretti a vivere nell’incertezza, tra chi ha trovato ospitalità da parenti e chi è riuscito a sistemarsi in bilocali e altre abitazioni del territorio.
Le spese extra per le sistemazioni temporanee – a cominciare dagli affitti – o il disagio di doversi appoggiare a qualcuno per avere un tetto sopra la testa, sono solo un aspetto della vicenda. Alla quotidianità stravolta dalla frana – che ha reso inagibili gli appartamenti – si aggiunge il timore dei condomini di dover un domani affrontare le spese per tutti i lavori che verranno effettuati in via Creva, a cominciare da quelli predisposti d’urgenza – per evitare ulteriori crolli – grazie a fondi regionali.
Le aree su cui sorgono montagna e complesso residenziale sono infatti private e non pubbliche. I costi per gli interventi – salvo negoziazioni ancora tutte da valutare con gli enti superiori – dovranno essere ripartiti tra i proprietari, come specificato nel corso di un recente tavolo in Prefettura dedicato alla criticità, e come ribadito dal sindaco Enrico Bianchi con un’ordinanza: un atto dovuto – ha specificato il primo cittadino durante l’incontro di ieri – una procedura inevitabile e legata alle normative che complicano la questione frana. E tra i proprietari, oltre ad una società fallita, ad un’altra in liquidazione e ad un terzo soggetto, ci sono anche i condomini.
Gli aspetti economici sono inaccettabili per i cittadini sfollati, come ribadito a gran voce dagli stessi in municipio. “Non possiamo pagare noi – è in sintesi il pensiero delle famiglie – per una situazione di cui non siamo responsabili”. Bloccare l’ordinanza del sindaco è una delle azioni che i condomini stanno valutando insieme all’amministratore Paolo Della Rossa, anche se questo potrebbe portare alla sospensione dei lavori in via Creva, che sono prioritari per poter passare ad una progettazione definitiva della messa in sicurezza, e per capire, di conseguenza, quali saranno le tempistiche per riottenere l’agibilità degli appartamenti che, secondo le stime attuali, potrebbero arrivare fino a un anno.
Un’altra via, che con il passare dei giorni si fa sempre più concreta e necessaria, è quella che conduce all’assistenza di un legale, come suggerito da Francesca Caruso, assessore gallaratese, che ha partecipato all’incontro in municipio come candidata di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali. La vicenda frana è entrata nella campagna elettorale dei candidati del territorio, e non solo. Domenica infatti sarà Letizia Moratti, candidata alla presidenza di Regione Lombardia, ad incontrare gli sfollati di via Creva.
La Camera condominiale di Varese, rappresentata ieri a Palazzo Serbelloni dal direttore Andrea Leta, ha invece ribadito la volontà di avviare una raccolta fondi in favore dei condomini, annunciando che a giorni sarà a disposizione un conto corrente per portare avanti l’iniziativa. Le famiglie sfollate – ha aggiunto Leta – potranno inoltre contare su un supporto psicologico gratuito che verrà fornito da una associazione locale.
«Come Comune stiamo facendo tutto il possibile – è il messaggio che il sindaco Bianchi ha rivolto alle famiglie – Ho fiducia nelle persone che si stanno occupando della vicenda, che purtroppo non può essere risolta in maniera immediata».
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