Luino | 27 Febbraio 2023

Frana di Creva, le famiglie: «No al pagamento dei lavori»

Gli sfollati hanno deciso di impugnare l'ordinanza del sindaco sulla ripartizione a loro carico delle spese per la messa in sicurezza della montagna. Le domande senza risposta dopo quasi due mesi

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Le ventisei famiglie sfollate del condominio “La Cavetta” di via Creva a Luino hanno deciso di fare ricorso contro l’ordinanza del sindaco in cui viene specificato che i costi dei lavori per rimettere in sicurezza l’area del complesso residenziale, oggetto dei movimenti franosi che a inizio gennaio hanno reso inagibili diversi abitazioni, dovranno essere ripartiti tra i residenti.

Un atto inevitabile quello firmato dal primo cittadino, come specificato dallo stesso Enrico Bianchi davanti alle famiglie in municipio (qui i dettagli). Le leggi hanno imposto di agire in quel modo, perché l’area colpita dalla frana è privata e non pubblica. E non importa – dal punto di vista della burocrazia – se si parla di opere i cui costi potrebbero tranquillamente raggiungere il milione di euro, o comunque cifre fuori portata per chi abita nel condominio della frazione, e nella complessa vicenda ritiene di essere la parte danneggiata.

Pareri legali hanno portato alla strada del ricorso, da intraprendere prima che l’ordinanza diventi esecutiva. «Un tentativo che va fatto», sottolinea l’amministratore del condominio “La Cavetta”, Paolo Della Rossa, in attesa che dall’alto arrivino notizie, a quasi due mesi dalla caduta dei sassi in via Creva e con le ventisei famiglie ancora lontane da casa: alcune hanno trovato ospitalità da parenti e amici, altre sono state costrette a trovarsi una sistemazione temporanea altrove, pagando un nuovo affitto.

Quasi due mesi di emergenza e il quadro complessivo è ancora caratterizzato dall’incertezza totale, in particolare sui tempi per ripristinare l’agibilità degli appartamenti, sul supporto economico degli enti superiori e sulle possibili ripercussioni sul fronte dei lavori in via Creva (quelli più urgenti sono in corso e Regione Lombardia ha anticipato il budget per poterli eseguire) una volta che l’ordinanza sindacale verrà formalmente impugnata. Interrogativi che tolgono il sonno, assicura Della Rossa.

Il Comune di Luino si sta muovendo con le risorse di cui dispone, cioè i 40.000 euro provenienti dal fondo regionale per il sostegno sugli affitti (qui i dettagli), assegnato annualmente al Piano di Zona, che include ventiquattro Comuni, tra cui Luino. Gli amministratori del distretto hanno scelto di privarsi di una parte delle risorse destinate ad affrontare le calamità naturali (in tutto queste risorse ammontano a 133.000 euro, la metà dello stanziamento) per aiutare gli sfollati della Cavetta che stanno sostenendo spese extra fuori da casa. Questi soldi non sono ancora stati erogati ma le procedure sono in corso.

«Con i Servizi sociali abbiamo incontrato tutte le famiglie che hanno chiesto il contributo e abbiamo raccolto la documentazione necessaria», spiega l’assessore Elena Brocchieri. Una decina, fino a qui, le richieste presentate al Comune che aspetta di sapere – come i cittadini rimasti senza casa – in che modo interverranno gli enti superiori, a cominciare dalla Regione, la cui operatività è ancora limitata dallo stallo post elettorale e dalle trattative per la nuova giunta.

Intanto sullo stato d’animo degli sfollati pesa il tempo trascorso in attesa di chiarimenti che non arrivano. «Sono arrabbiati ed è normale che sia così», aggiunge in conclusione Paolo Della Rossa, reduce da una assemblea condominiale fatta di domande rimaste senza risposta. «Dopo l’ordinanza del sindaco non abbiamo più ricevuto comunicazioni ufficiali».

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