Luino | 11 Maggio 2023

Frana di Creva, gli sfollati contro l’ordinanza del sindaco: la parola passa ai giudici

Gli sfollati de "La Cavetta" hanno fatto ricorso al Tar per chiedere l'annullamento dell'ordinanza che impone loro di pagare le spese per il ripristino dei luoghi. La Regione ha anticipato i fondi

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Ricorso al Tar della Lombardia da parte degli sfollati di via Creva, senza casa dall’inizio dell’anno a causa della frana che il 4 e 5 gennaio scorsi ha interessato la montagna situata sopra il complesso residenziale “La Cavetta”.

Il Tribunale Amministrativo Regionale dovrà esprimersi sulla richiesta dei condomini di annullare l’ordinanza emessa dal sindaco di Luino, Enrico Bianchi, circa due settimane dopo la frana. Un’ordinanza che impone ai condomini, proprietari dell’area dove sono caduti i massi, di farsi carico delle spese sostenute (e di quelle ancora da sostenere) per rimettere in sicurezza la zona.

Il danno (con le famiglie tuttora fuori casa, tra chi è ospite di parenti e chi ha trovato una sistemazione pagando un nuovo affitto) e poi anche la beffa. Questa la lettura degli eventi che arriva da chi abita in via Creva e non si ritiene responsabile (come affermato anche pubblicamente in una riunione in municipio, lo scorso gennaio) di quanto accaduto.

Per il primo cittadino, però, l’ordinanza è stata un atto dovuto. Inevitabile, nel rispetto della legge, visto che già per le prime opere di somma urgenza erano stati stanziati fondi dalla Regione, su richiesta di Palazzo Serbelloni. Altri fondi regionali, per l’importo complessivo di 640mila euro, sono stati annunciati nell’ultimo Consiglio comunale. Serviranno per un ulteriore progetto di messa in sicurezza, che è in fase di elaborazione e riporterà l’area allo stato in cui si presentava prima dei movimenti franosi. Ma alla fine i soldi pubblici utilizzati per intervenire su una superficie privata dovranno rientrare. E qualcuno dovrà sostenere l’ingente spesa.

Per opporsi a quella che considerano una ingiustizia, gli sfollati riuniti in assemblea hanno nominato un avvocato, prendendo la via del ricorso al Tar. Anche il Comune di Luino, di conseguenza, si è affidato ad un legale. «E’ inevitabile per poter replicare e dare delle spiegazioni sul nostro operato, qualora fosse necessario  – commenta il sindaco Enrico Bianchi -. Quell’ordinanza è stata emessa su sollecitazione della Regione, tenendo conto che le aree colpite dalla frana sono private. Se le aree fossero pubbliche, sarebbe diverso e non ci sarebbero problemi a intervenire».

Invece la situazione è complicata, oltre che dura da accettare per chi la sta vivendo in prima persona. Le famiglie ancora senza casa, in tutto ventisei, non se la passano bene, assicura l’amministratore di condominio de “La Cavetta”, Paolo Della Rossa, aggiungendo inoltre che sono in corso dei rilievi per definire esattamente i confini della porzione di terreno appartenente ai condomini, nella zona dove sorge il monte soprannominato Mina.

L’udienza davanti al Tar si terrà in estate, e sempre nei prossimi mesi dovrebbero iniziare i lavori di ripristino dei luoghi in via Creva. La strada per ritornare all’agibilità degli appartamenti de “La Cavetta” è ancora in salita.

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