Germignaga | 6 Agosto 2023

“Germignaga, ricordi dal passato”: quanti giochi sulla spiaggia

Il pallone "pon pon", le biglie in plastica, piattelli, tamburelli e racchette. Fino ad arrivare al cubo di Rubik che segnò la fine di un'epoca

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Quello di oggi non è certamente un ricordo dal passato di esclusiva germignaghese, anzi, è sicuramente condivisibile in ogni regione d’Italia, mentre l’argomento lo si intuisce immediatamente: giochi da spiaggia e no, di qualche anno fa.

Come sempre, mi avvalgo di una o più immagini d’epoca per introdurre l’argomento e stavolta, visto il gran numero di giochi menzionati, potevano essere molte. La dimensione del collage non consente però di inserirne più di tante, ne ho pertanto selezionate alcune, altri giochi li troverete nel testo, mentre quelli dimenticati e che vorrete aggiungere nei commenti, nei vostri ricordi. Ovviamente comincio dai miei.

Inizio da quello che fu il mio primo oggetto del desiderio: il “pallone pon pon”. Si trattava di un grosso pallone elastico dotato di un maniglione al quale aggrapparsi per consentire di saltare come un canguro. Ogni volta che sulle pagine di Topolino trovavo la pubblicità, speravo prima o poi di poterlo avere o almeno provare. Nonostante gli auspici non arrivò mai, era evidentemente troppo costoso per quei tempi.

Più economiche le biglie in plastica con all’interno le immagini dei ciclisti più forti dell’epoca e con le quali fare delle belle gare in spiaggia, su un tracciato realizzato prendendo per le caviglie uno dei giocatori e tirandolo con il sedere strisciato sulla sabbia.
Per restare in tema di palle e palline, decisamente segnarono un’epoca (e di blu più di un polso…) le mitiche “palline clic-clac”, un giochino infernale che iniziava facendo rimbalzare fra loro due sfere appese a un cordino in nylon, per poi aumentare l’intensità fino a farle roteare completamente, provocando il caratteristico suono mitragliato che spesso si interrompeva con un’imprecazione di dolore quando finivano di roteare colpendo le ossa dell’avambraccio!

Meno pericolose, ma certamente più ingannevoli rispetto alla pubblicità, le “Crystal Ball”. Si trattava di una confezione contenente un supporto in plastica forato e un tubetto con una speciale pasta colorata che si andava a depositare sulla sommità del supporto. Si soffiava quindi attraverso il foro presente nel supporto, e teoricamente dovevano formarsi delle bolle in plastica permanenti. In verità, il più delle volte le forme che si riuscivano ad ottenere erano di qualsiasi tipo meno che sferiche, appiccicaticce, con un odore abbastanza sgradevole e dopo poco tempo si ammosciavano mestamente.

Qualche anno più tardi cominciarono ad imperversare giochi tipo il “Going”, una specie di pallone ovale che scorreva lungo due funi dotate di maniglie, da far arrivare all’altro giocatore allargando le braccia con un movimento rapido. Più divertente una versione che consentiva di mettere all’interno un palloncino pieno d’acqua che si doveva cercare di far scoppiare di fronte al proprio avversario, a mò di gavettone.

Quasi tutti questi giochi erano pressoché utilizzati sia dai maschietti che dalle femminucce, anche se loro, alle biglie con i ciclisti, certamente preferivano la bambola gonfiabile “Susanna”. Per averla, dovevano però prima ingurgitare una quantità mostruosa di formaggini, sacrificio indispensabile per consentire alla propria mamma la raccolta punti dalle confezioni e ottenere così la bambola in regalo, insieme a… qualche chilo in più! Poi, per smaltirli, si facevano ore e ore di “Hula Hoop”…

In spiaggia non mancavano mai bocce e piattelli in plastica, tamburelli di vario genere, racchette con il volano, cestini da impugnare con un meccanismo a molla con cui lanciare la pallina che veniva presa al volo, il “Fresbee”, disco concavo volante arrivato dagli Stati Uniti che veniva scagliato fra uno o più giocatori, finendo a volte sulla fronte di persone estranee al gioco e colpevoli solamente di essere nei pressi.

Il cubo di Rubik segnò forse la fine di questi passatempi per il tempo libero, surclassati poi da giochini elettronici e dalle più moderne app sui telefonini. Fra qualche decennio, anche questi diventeranno piacevoli ricordi, forse solamente meno tangibili dei precedenti, ma si sa, ogni tempo ha il suo tempo.

(Foto di copertina: Pixabay)

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