No della maggioranza di centrodestra all’introduzione nel nostro ordinamento della trascrizione automatica all’anagrafe degli atti di nascita riguardanti i figli di coppie gay, tra cui quelli concepiti all’estero.
Il verdetto è arrivato in Commissione giustizia alla Camera, dove è in corso l’esame della proposta di legge di Fratelli d’Italia per rendere la maternità surrogata un reato universale, e dunque perseguibile anche fuori dall’Italia.
Il semaforo rosso è scattato dopo la presentazione di due emendamenti firmati da Pd e +Europa per regolamentare la situazione, che per i partiti d’opposizione ha a che fare con i diritti fondamentali dei minori.
L’esame del disegno di legge proseguirà la prossima settimana. L’obiettivo del partito del premier Giorgia Meloni è perseguire chi fa ricorso alla pratica dell’utero in affitto anche al di là dei confini nazionali, con pene che prevedono la reclusione da tre mesi a due anni e multe da 600mila euro a un milione di euro. Per il Pd si tratta di una proposta incostituzionale, in quanto implica la volontà di far rispettare il nostro codice penale anche in altri stati.
Il tema di recente è stato oggetto di discussione anche a Luino. «La maternità surrogata offende la dignità delle donne», aveva affermato a marzo il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini. Da qui l’invito ad un confronto pubblico rivolto da Giorgio Ferri, segretario del circolo luinese del Pd, all’ex sindaco e attuale consigliere comunale d’opposizione, nonché membro della Commissione giustizia alla Camera: «Parliamo dei valori di destra e di quelli di sinistra».
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