Luino | 28 Marzo 2023

Luino, maternità surrogata: «Invito l’onorevole Pellicini ad un confronto pubblico»

La proposta del dibattito arriva da Giorgio Ferri, segretario del circolo luinese del Pd: «Parliamo dei valori di destra e di quelli di sinistra». Tre considerazioni sui diritti dei bambini

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Sul tema della maternità surrogata non esiste una “falsa comunicazione orchestrata dalla sinistra”. Parola di Giorgio Ferri, segretario della sezione luinese del Pd, che con una lettera risponde alle dichiarazioni fatte dall’onorevole Andrea Pellicini sulla questione del cosiddetto “utero in affitto”, e invita il deputato ad un dibattito pubblico.

Ha fatto bene l’ex sindaco di Luino a prendere posizione contro la maternità surrogata, scrive Ferri, perché «è una pratica gravemente lesiva della dignità della donna che si presta ad affittare il proprio corpo, di solito dietro compenso».

Quanto al secondo aspetto, quello del messaggio ingannevole messo a punto dalla sinistra, in particolare a proposito dei diritti dei bambini, Ferri si sofferma su tre punti. Il primo: «La violazione dei diritti di bambini già nati esiste eccome, ed è stata compiuta dal ministro dell’Interno, l’ineffabile Piantedosi. Con una circolare inviata ai prefetti, ha vietato la registrazione all’anagrafe comunale dell’atto di nascita di bambini e bambine nati da coppie dello stesso sesso. Si suppone che abbia fatto un ragionamento del tipo, “se due uomini sposati vogliono registrare un bambino o una bambina evidentemente l’hanno fatto nascere con una maternità surrogata, che in Italia è vietata. Se si tratta di una coppia di donne è invece possibile che una delle due sia la madre biologica, ma il ministro Piantedosi è contro i matrimoni omosessuali e quindi niente registrazione all’anagrafe anche in questo caso. La casistica è più vasta di così, ma non è questo il luogo per ampliamenti complicati».

Il segretario del Pd di Luino invita poi ad una riflessione: «La manifestazione in piazza Duomo a Milano della scorsa domenica era contro la discriminazione evidente nei confronti dei bambini nati con un reato compiuto dai genitori. Cosa c’entrano i bambini? Perché privarli del diritto di essere cittadini iscritti all’anagrafe?».

Ferri ricorda infine che alla maternità surrogata ricorrono soprattutto coppie eterosessuali: «Non solo nei paesi esteri dove è legale, ad esempio nel Regno Unito, ma anche in Italia dove la pratica è vietata. Ma da noi si chiude un occhio e si registra senza far domande l’atto di nascita, ad esempio inglese. Siamo sicuri che questi genitori disinvolti siano tutti di sinistra? 

Un interrogativo al quale segue la proposta rivolta all’ex sindaco: «Un dibattito sui valori della cultura di sinistra e sui valori della cultura di destra. Sarà quella l’occasione – sottolinea infine Ferri rivolgendosi a Pellicini – che avrà di chiarire cosa intende per “deriva culturale, umana e sociale” attribuita ad una generica sinistra, e quali azioni la cultura di destra ha messo o metterà in campo per contrastare tale deriva. A lui a scelta della data, del luogo e del moderatore».

Nel suo recente intervento sulla maternità surrogata, Pellcini ha fatto riferimento anche a ciò che è stato stabilito dai supremi organi di giustizia, a cominciare dalla Cassazione, con una sentenza del 2022 che indica la maternità surrogata come pratica che offende in modo intollerabile la dignità della donna.

Pellicini ha poi argomentato sulla questione, rilanciata da Ferri, dei diritti dei bambini nati attraverso la pratica oggetto di discussione, prendendo come spunto il verdetto della Corte costituzionale sulla mancata trascrizione automatica nel registro dello stato civile degli atti di nascita rilasciati all’estero: «Il bambino nato da maternità surrogata all’estero non può essere riconosciuto in Italia come figlio della coppia ma, semmai, soltanto di quello che ha dato il proprio apporto biologico. Di conseguenza, l’ufficiale di stato civile è tenuto a rifiutare la trascrizione degli atti di nascita stranieri che riconoscono il rapporto di genitorialità tra un bambino nato a seguito di maternità surrogata e il genitore d’ intenzione, che non ha alcun rapporto biologico con il minore, per contrarietà all’ordine pubblico internazionale».

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