Italia | 20 Aprile 2023

Telelavoro frontalieri, in arrivo nuovo accordo amichevole: «Non c’è tempo da perdere»

Il nuovo accordo durerà però fino al 30 giugno. Il senatore Alfieri e la deputata Gadda: «Avviare negoziato per renderlo definitivo. I territori di frontiera hanno bisogno di risposte»

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Un primo passo importante per regolamentare il telelavoro dei frontalieri è stato compiuto oggi. Il Capo del Dipartimento federale delle finanze Karin Keller-Sutter e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti hanno firmato una dichiarazione congiunta dicendo che è in fase di definizione il nuovo accordo amichevole sul telelavoro.

Per il momento non se ne conoscono i dettagli, in quanto il testo verrà promulgato solo più avanti (prima l’Italia dovrà provvedere formalmente ad eliminare la Svizzera dall’elenco degli Stati “black list” modificando per via legislativa l’articolo 1 del decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999). In ogni caso tale nuovo accordo avrà una durata transitoria con validità fino al 30 giugno. Successivamente le norme saranno ulteriormente modificate anche sulla base di quello che sarà il pronunciamento in materia dell’UE.

«Bene che il Governo elvetico e quello italiano, dopo il nostro lavoro fatto in Parlamento, abbiano finalmente messo le basi per siglare un accordo amichevole sul telelavoro dei frontalieri. Non c’è però tempo da perdere, è necessario ora fare tutti i passaggi parlamentari necessari perché diventi effettiva la fase transitoria con effetti a partire dallo scorso febbraio fino al 30 giugno. E più in generale che parta subito il negoziato per rendere l’accordo definitivo anche oltre il 30 giugno 2023 e dare così finalmente certezze ai lavoratori frontalieri», ha dichiarato il senatore varesino del Partito Democratico Alessandro Alfieri.

«La prossima settimana alla Camera voteremo in via definitiva il nuovo accordo fiscale tra la Repubblica italiana e la Confederazione Elvetica. Il testo è frutto di un lavoro di mediazione durato anni, e ora ha raggiunto un punto di equilibrio anche grazie all’interlocuzione preziosa con parti sociali ed enti locali della fascia di frontiera», ha annunciato da parte sua la deputata varesina Maria Chiara Gadda, segretaria di Italia Viva Lombardia.

«Questa è una notizia importante e attesa, ma – continua Gadda – rimane ancora aperta la questione telelavoro, strategica per molti dei 90mila lavoratori transfrontalieri. Rinnovare gli accordi sul telelavoro è fondamentale, ho ricevuto in queste settimane decine di messaggi in particolare da donne. Nel periodo pandemico, questo accordo amichevole firmato da Svizzera e Italia, aveva infatti permesso maggiore flessibilità per i lavoratori e le imprese consentendo di conciliare tempi di vita e lavoro. Ma è stato lasciato scadere dal governo. Il primo febbraio, giorno del ritorno alle vecchie regole, avevo chiesto un impegno preciso al ministro Giorgetti e successivamente presentato un ordine del giorno sottoscritto dai colleghi di altri gruppi parlamentari».

«Oggi è arrivata la novità di una intesa tra Italia e Svizzera rispetto a una soluzione transitoria per il telelavoro fino al 30 giugno 2023. Considerato che siamo arrivati al 20 aprile, servono informazioni più chiare e un impegno più strutturale da parte del Ministro Giorgetti, altrimenti famiglie e imprese non riusciranno mai a programmare le loro attività con certezza. Non è una questione che ha colori politici, – conclude la deputata – semplicemente il territorio varesino e delle altre province di frontiera hanno bisogno di una risposta».

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com