Lombardia | 13 Maggio 2026

Giuseppe Licata (FI): «Frontalierato e sanità di confine, battaglie comuni: no ai fini elettorali»

Il consigliere regionale è per la tutela dei frontalieri e per il potenziamento del sistema sanitario lombardo. «Un lavoro politico duro, ma possibile: serve collaborazione, non scontri da elezioni»

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«Regione Lombardia, insieme a tutte le istituzioni coinvolte, è in prima linea nella tutela dei diritti dei lavoratori frontalieri, come anche nel potenziamento del sistema sanitario lombardo, particolarmente nelle aree di confine, dove è ancora significativo il fenomeno dell’esodo degli operatori sanitari verso la Svizzera». Esordisce così Giuseppe Licata, consigliere regionale di Forza Italia, tornando su un tema di stretta attualità nell’alto Varesotto.

«Dalle fila di Forza Italia – continua Licata – mi sto opponendo all’istituzione della così detta “tassa della salute” per i “vecchi frontalieri”, posizione condivisa con diversi consiglieri regionali anche della maggioranza. In un recente Consiglio Regionale, sono intervenuto per chiedere di portare il tema sul tavolo nazionale della Conferenza Stato Regioni, per valutare l’effettiva applicabilità di questo contributo e per evitare che questa norma nazionale venga applicata in maniera disomogenea nelle regioni interessate».

«A proposito di vecchi frontalieri, bisogna ricordare la grande determinazione di Regione Lombardia, quando era in discussione il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera, nel salvaguardare chi era già lavoratore frontaliere dalla doppia imposizione e dalla tassazione concorrente che, infine, ha riguardato, in una misura limitata, solo i nuovi frontalieri», afferma il consigliere regionale di Forza Italia.

«Un risultato concreto e assolutamente non scontato, frutto del lavoro bipartisan con l’associazione Comuni Italiani di Frontiera, i sindacati, i Comuni e tutti gli stakeholder coinvolti», prosegue Giuseppe Licata.

«Su altro fronte, la sanità di confine soffre la “fuga” degli operatori sanitari in Svizzera, dove i salari sono notoriamente più alti – spiega Licata -. A tal proposito, il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera prevede già l’istituzione di un fondo destinato ad aumentare gli stipendi dei cittadini residenti nei comuni di frontiera che rimangono a lavorare in Italia, nonché a garantire loro servizi di welfare dedicati, come agevolazioni per l’alloggio e misure di sostegno alle famiglie»

«Tutte misure da costruire nei prossimi anni, continuando a coniugare la tutela dei frontalieri con il potenziamento della sanità di confine. Un lavoro politico complesso, ma possibile, che richiede un fronte comune delle istituzioni e delle forze politiche, evitando inutili contrapposizioni da campagna elettorale», conclude Giuseppe Licata.

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