Italia | 27 Dicembre 2022

Italia, manovra di bilancio: atteso il voto del Senato per l’approvazione definitiva

Nonostante i tempi ristretti e le diverse revisioni, il testo della manovra è pronto per la valutazione finale di Palazzo Madama, che lo esaminerà senza modifiche, evitandone l'esercizio provvisorio

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Il testo della legge di bilancio, dopo una maratona notturna conclusasi il 24 dicembre con l’approvazione della Camera, è approdato quest’oggi in Senato per la seconda lettura.

L’esame della manovra avverrà senza modifiche per via delle tempistiche ristrette. Difatti, l’approvazione di Palazzo Madama dovrà avvenire entro il 31 dicembre per non incorrere nell’esercizio provvisorio.

Il via al rush finale

Dopo una serie di revisioni ed errori formali, il testo è pronto per la valutazione finale. Un testo, a detta dell’esecutivo, all’insegna della “prudenza“, con la maggioranza che lo definisce “un testo formato famiglie” e Forza Italia che afferma guardi “alla crescita del paese”.

Non poche, però, le polemiche da parte dell’opposizione, tra cui quella del Partito Democratico, secondo cui si tratterebbe di una manovra “di condoni e tagli a sanità” e del Movimento Cinque Stelle che parla di un “Governo prono a falchi dell’austerity“.

Visione in linea generale comune da parte dei partiti, invece, per quel che concerne i provvedimenti volti a contrastare il caro bollette per famiglie ed imprese, che vedono ben 21 dei 35 miliardi della manovra essere destinati a misure per mitigare l’andamento di energia ed inflazione.

Le misure: dal Reddito di cittadinanza alla “18App”

Sono numerosi interventi e revisioni contenuti nel testo della manovra. Tra gli altri, quelli riguardanti il Reddito di cittadinanza, la cui percezione è stata ridotta a 7 mesi per le persone occupabili e verrà mantenuto nel corso del 2024 solo per coloro che non possono lavorare. L’ufficio parlamentare di bilancio stima che più di una famiglia su tre – circa il 38.5% delle famiglie italiane – potrebbe perdere il sussidio entro metà del prossimo anno.

Eliminato, poi, il termine “congrua” in riferimento all’offerta lavorativa: in seguito ad un emendamento approvato dalla Commissione e a prima firma di Maurizio Lupi di Noi Moderati, il diritto al sussidio verrà perso in caso di rifiuto della prima offerta di lavoro, indipendentemente dalla congruità della stessa.

È stato approvato dalla Commissione bilancio, tra non poche polemiche, anche l’emendamento per la caccia della fauna selvatica, che prevede la possibilità di abbattere animali come i cinghiali anche in aree urbane protette.

Infine, tra le altre, modificata anche la norma sulla “18App” per il consumo culturale dei neo diciottenni, che verrà sostituita dall’introduzione di due nuove carte: una basata sul reddito (Isee fino a 35 mila euro) e una sul merito scolastico, in relazione alla valutazione dell’esame di maturità.

Il voto finale del Senato è previsto per domani sera alle 20.

Foto © pagina Instagram ufficiale del Senato della Repubblica

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