Italia | 13 Dicembre 2022

Italia, polemiche bonus cultura: «Non vogliamo abolirlo, è una misura che va rivista»

La presidente del Consiglio Meloni smentisce l'abolizione della "18app", tramite un video social nei suoi "appunti". «Intendiamo modificare la norma, senza togliere risorse a giovani e cultura»

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È la stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad intervenire sulla questione “18app”, il bonus di 500 euro per il consumo “culturale” destinato a tutti i neo diciottenni e introdotto, durante il governo Renzi, dalla legge di Stabilità del 2016.

L’apparente intenzione del nuovo governo di eliminare il bonus per ridestinare le risorse – pari a 230 milioni di euro annui a decorrere dal 2022 – al fine di sostenere il mondo dello spettacolo e della cultura, viene smentita dal presidente stesso attraverso un video per la sua rubrica social “Gli appunti di Giorgia”.

Le polemiche all’emendamento sul bonus cultura

«Negli ultimi giorni c’è stata molta polemica su questo emendamento che è stato presentato dai partiti della maggioranza – afferma la presidente del Consiglio nel video – sul tema del famoso bonus ai diciottenni per la cultura».

Polemiche che avevano visto gli interventi di diversi esponenti politici, tra cui Matteo Renzi, che si era detto pronto “all’ostruzionismo parlamentare” su Twitter, e Dario Franceschini che, sullo stesso social, aveva scritto “Un emendamento della maggioranza azzera la 18app. Una cosa assurda dopo che Francia, Spagna e Germania hanno introdotto un bonus cultura esplicitamente ispirato al nostro. Il governo faccia marcia indietro e non tagli alla cultura”.

Sulla scia di questi interventi, l’attuale presidente del Consiglio ha puntualizzato: «Si dice che noi vogliamo abolirlo (il bonus alla cultura, ndr). In realtà non vogliamo abolirlo, noi crediamo che sia invece molto importante avvicinare i giovani alla cultura, tant’è che parallelamente a quello che già c’è, il ministro Sangiuliano, sta lavorando ad una “carta cultura”, facendo un lavoro con tutti gli operatori del settore per favorire i contenuti culturali per i giovani, per dar loro ulteriori possibilità».

Meloni sulla “18app”: una misura che “va rivista”

«Sicuramente 18app è una misura che secondo me va rivista – spiega Giorgia Meloni nella rubrica social – per alcuni motivi banali. Il primo dei quali è che questi 500 euro al compimento dei diciotto anni vengono riconosciuti a tutti indipendentemente dal reddito». Proseguendo, il presidente del Consiglio ha poi spiegato come assegnare le risorse a figli di milionari, o a figli di parlamentari – come nel caso della figlia del presidente stesso – risulterebbe superfluo.

«Credo che la stessa misura concentrata su chi è invece in difficoltà, chi ha i redditi più bassi, possa essere molto più impattante. Per cui, sì, credo che vada introdotto un limite nel reddito di chi accede a questa misura, credo che vadano meglio definiti quali sono i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse e credo anche che occorra lavorare un po’ sulle truffe, perché abbiamo visto su questa misura anche diverse truffe. Quindi, confermo che intendiamo modificare questa norma, senza però togliere queste risorse alla loro destinazione originale che è i giovani e la cultura» ha concluso la presidente.

Un intervento di restyling dell’attuale bonus, perciò, sarebbe quello previsto dall’emendamento, al fine di definire dei limiti di reddito per l’assegnazione delle risorse e di utilizzo delle stesse e al contempo delle metodologie che ne favoriscano regolarità e legittimità.

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