Unione europea | 11 Maggio 2025

Lupo meno protetto, l’ok del Parlamento europeo

Via libera alle modifiche della "direttiva Habitat" che consentiranno di programmare piani di abbattimento a livello locale. Enpa: «Salto indietro di decenni nelle politiche di tutela»

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Con 371 voti a favore (Ppe in prima linea), 162 contrari e 37 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato la modifica della direttiva Habitat che riduce il livello di protezione del lupo. Un verdetto scontato, dopo che la proposta era stata avanzata dalla Commissione europea e in seguito approvata dal comitato permanente della convenzione di Berna, il trattato internazionale per la conservazione della vita selvatica.

Ora, con l’ok alla modifica della normativa comunitaria sullo stato di tutela del lupo – che rimane comunque specie protetta – sarà possibile, a fronte di specifiche esigenze economiche o di sicurezza, organizzare piani di abbattimento a livello locale. Uno scenario che in precedenza era escluso dallo status di “specie strettamente protetta” attribuito al lupo.

Il parere favorevole al declassamento è stato fortemente criticato dalle associazioni ambientaliste italiane, ascoltate durante una recente audizione alla Commissione Politiche Ue della Camera. In quella sede l’Enpa, Ente nazionale protezione animale, aveva parlato di una scelta carente sotto il profilo scientifico, oltre che in netta contraddizione con i principi ambientali dell’Unione europea. Ieri l’ente, attraverso il proprio sito web, ha aggiunto che «si è trattato di un voto sbagliato, ingiusto, dannoso e puramente politico: sbagliato sul piano culturale e scientifico, ingiusto perché alimentato da campagne mediatiche e fake news che criminalizzano il lupo, e dannoso perché prende in giro gli allevatori con false promesse, rincorrendo a facili consensi elettorali».

Enpa ha inoltre sottolineato che i propri legali sono «pronti a impugnare ogni atto che preveda abbattimenti illegittimi, ricordando agli amministratori locali che l’Italia rischia procedure d’infrazione europee, alcune delle quali già aperte in materia venatoria, con costi che ricadrebbero sui cittadini. E’ una sconfitta pesante – conclude Enpa – Facciamo un salto indietro di decenni nelle politiche di tutela, mentre si continua a ignorare l’emergenza bracconaggio, che da sola uccide più lupi dei contingenti previsti dai piani regionali. Chissà se, nel fare i conti, si terrà conto anche dei lupi uccisi da veleni, fucilate e dall’ignoranza».

Tra le reazioni di segno opposto c’è quella di Regione Lombardia, che arriva tramite l’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi: «Il voto rappresenta un passo importante verso una gestione più realistica e sostenibile della presenza del lupo. Finalmente si riconosce che non si possono ignorare le difficoltà di chi presidia quotidianamente le nostre montagne e le nostre aree rurali. Come sempre la nostra linea guida è dettata dalla scienza e non dall’ideologia. La convivenza (con il lupo, ndr) è possibile solo se supportata da strumenti concreti, basati sui dati, che mettano in sicurezza anche il lavoro degli allevatori e la continuità delle loro attività, senza compromettere l’equilibrio faunistico».

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